Accompagnare il padre, Sergio Mattarella, in contesti ufficiali della Repubblica è stata per Laura Mattarella non solo un atto di vicinanza filiale, ma una responsabilità assunta con consapevolezza, un ruolo che, lo ammette con garbo, sua madre avrebbe probabilmente interpretato con maggiore naturalezza.
Al di là delle gratificazioni derivanti dal percorso professionale, Laura Mattarella sottolinea la presenza di piene e profonde soddisfazioni che permeano l’esistenza umana, trascendendo i confini del successo lavorativo.
La sua decisione di affiancare il padre non è stata impulsiva, bensì frutto di una riflessione accurata, condivisa apertamente con il padre stesso e con il marito.
Questa scelta ha comportato un temporaneo allontanamento dalla professione forense, ma Laura Mattarella minimizza le rinunce, descrivendole come scelte ponderate e di limitata portata.
La sua famiglia, infatti, nutre un profondo rispetto per la riservatezza e la discrezione, non considerandole mero obbligo formale, ma come elementi costitutivi di un rapporto autentico e intenso, che si esprime nella cura delle relazioni familiari, amicali e sociali.
L’aspirazione, in questo percorso, è stata quella di preservare un’esistenza quotidiana il più possibile aderente alla normalità, un desiderio che si concretizza nel mantenimento della dimora privata, luogo di accoglienza per il marito e i figli.
Questa scelta evidenzia una preferenza per la quotidianità e la continuità familiare, valori che si pongono al di sopra delle formalità istituzionali.
Inoltre, con un gesto che incarna la sobrietà e la rinuncia a privilegi, Laura Mattarella esclude categoricamente qualsiasi forma di rimborso spese, nemmeno per l’abbigliamento, sottolineando un approccio pragmatico e misurato nei confronti del ruolo istituzionale, volto a preservare un legame saldo con i valori di semplicità e integrità che hanno sempre contraddistinto la sua famiglia.
La sua testimonianza si configura come un’eco di valori atemporali, un invito a ricercare la felicità non nel riconoscimento pubblico, ma nella cura delle relazioni umane e nella salvaguardia di un’esistenza autentica e serena.







