L’approvazione alla Finanziaria 2026 di un ordine del giorno a mia iniziativa rappresenta un segnale tangibile verso una profonda revisione del sistema degli oneri generali di sistema nel settore energetico, un intervento imprescindibile per garantire equità e sostenibilità a famiglie e imprese.
Come coordinatore regionale della Basilicata del M5S, ritengo che l’attuale configurazione di questi oneri costituisca una criticità strutturale, aggravata dall’impatto sproporzionato sui nuclei familiari a basso reddito e dal suo contributo all’esacerbazione della povertà energetica, una condizione sempre più diffusa nel nostro Paese.
Il peso degli oneri di sistema, che incide significativamente sulla bolletta energetica, non può essere mitigato da palliativi temporanei, ma richiede un intervento normativo di portata maggiore, capace di ridisegnare le fondamenta del sistema stesso.
L’ordine del giorno approvato dalla Camera dei Deputati affonda le sue radici in una proposta di legge che ho presentato a giugno 2025, un documento programmatico che mira a introdurre un meccanismo di progressività dell’imposizione, direttamente collegato all’ISEE, e a rendere detraibili dall’IRPEF gli importi così versati.
Questo duplice intervento, volto a redistribuire il carico fiscale, necessita, ovviamente, di una solida base finanziaria, una condizione che intendiamo garantire attraverso una rivalutazione in aumento dei canoni relativi ai permessi di prospezione, ricerca, concessioni di coltivazione e stoccaggio degli idrocarburi, sia in mare che sulla terraferma.
Le risorse derivanti da questa misura saranno interamente destinate al finanziamento di politiche volte a ridurre il costo dell’energia per i cittadini.
La collaborazione con l’onorevole Vincenzo Amendola, del Partito Democratico, che ha condiviso e sottoscritto l’ordine del giorno, testimonia la trasversalità e la condivisione di questo principio fondamentale: la transizione energetica, un processo inevitabile e cruciale per il futuro del nostro Paese, non può continuare a gravare esclusivamente sulle spalle dei consumatori finali.
È imperativo che il sistema si fondi su criteri di progressività, redistribuzione e, soprattutto, responsabilità.
L’obiettivo non è semplicemente quello di alleggerire la bolletta energetica, ma di riconnettere il tema del costo dell’energia a una visione più ampia di equità fiscale e sociale, ponendo al centro la tutela delle fasce più vulnerabili della popolazione.
Questo ordine del giorno rappresenta un primo, seppur significativo, passo in un percorso più ampio e ambizioso, volto a contrastare la condizione di povertà assoluta e relativa che affligge quasi 15 milioni di cittadini italiani.
È un atto di giustizia sociale che mira a costruire un sistema energetico più equo, sostenibile e inclusivo, capace di rispondere alle esigenze di tutti, senza gravare in modo sproporzionato su chi si trova in condizioni di maggiore difficoltà economica.
L’impegno ora è tradurre questo principio in azioni concrete, con un’attenzione particolare alla semplificazione delle procedure e alla trasparenza nell’utilizzo delle risorse finanziarie.







