lunedì 16 Marzo 2026

Inchiesta Net Valley 1: Discariche e inquinamento nel Parco di Montemarcello

L’inchiesta “Net Valley 1” ha portato alla luce un quadro allarmante di violazioni ambientali nel cuore del Parco naturale regionale di Montemarcello Magra Vara, rivelando un sistema di pratiche illegali che hanno compromesso la salute del fiume Magra e del suo ecosistema.
Le indagini, protratte per un decennio grazie all’impiego di tecnologie avanzate di monitoraggio ambientale, tra cui droni della Guardia Costiera e sistemi di ispezione video delle condotte, hanno portato alla denuncia di tredici persone, titolari di attività insediate all’interno dell’area protetta.

Le accuse contestate spaziano dagli scarichi abusivi di sostanze pericolose, come vernici, lubrificanti, oli e combustibili, direttamente nel fiume, fino alla gestione sconsiderata di rifiuti, con la creazione di discariche incontrollate e l’occupazione abusiva di terreni demaniali.

Ulteriori capi d’accusa riguardano la combustione illecita di rifiuti e la violazione delle normative sull’inquinamento ambientale, sottolineando un approccio deliberatamente disinattento alle leggi e alla tutela dell’ambiente.
Le attività maggiormente coinvolte nell’inchiesta sono principalmente rimessaggi nautici e cantieri navali, attività economiche che, per loro natura, generano una notevole quantità di rifiuti speciali e potenzialmente pericolosi.

L’assenza di titoli autorizzativi ambientali, riscontrata in numerose imprese, evidenzia una sistematica evasione degli obblighi di legge e una profonda carenza di responsabilità ambientale.
Le indagini del sottosuolo, condotte in collaborazione con l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPAL), hanno confermato la presenza di sostanze nocive immesse nel terreno, acuendo il quadro di degrado ambientale.

Il valore dei presunti illeciti, stimato tra i 59.000 e i 249.000 euro, riflette la gravità delle infrazioni commesse e l’impatto economico della tutela ambientale violata.

L’operazione ha portato al sequestro di 20.418 metri quadri di aree demaniali fluviali, restituendo alla Regione Liguria circa tredicimila metri quadri di terreno occupato abusivamente per oltre vent’anni.
Queste aree, teatro di gravi reati ambientali, sono state oggetto di due pesanti discariche abusive, aggravando ulteriormente la situazione.
Particolarmente significativa è la localizzazione geografica delle attività illecite: tutte le aree coinvolte ricadono all’interno di zone protette Natura 2000, designate dalla direttiva Habitat, sottolineando la particolare sensibilità e vulnerabilità di questi ambienti.
La gravità delle infrazioni commesse, in un’area di pregio naturalistico e paesaggistico, testimonia una profonda mancanza di rispetto per le normative di tutela ambientale.
Il contrammiraglio Alberto Battaglini, comandante della Capitaneria di Porto della Spezia, ha sottolineato come l’operazione “Net Valley 1” rappresenti un segnale chiaro dell’impegno delle autorità nel contrasto alle attività illegali e nella promozione di pratiche di gestione dei rifiuti conformi alla legge.

Ha inoltre evidenziato l’aspetto positivo della crescente consapevolezza e collaborazione di molte attività economiche, che hanno iniziato a regolarizzare la propria posizione, in un contesto che appariva, fino a poco tempo fa, caratterizzato da una diffusa illegalità.

L’inchiesta ha portato alla luce un problema strutturale, che si manifesta con particolare intensità in aree di pregio ambientale, richiedendo un impegno continuo e rafforzato per la tutela del territorio.

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