(Adnkronos) – Più di 40 morti, oltre 100 feriti. E' strage di ragazzi a Crans-Montana, in Svizzera, dove la festa di Capodanno si è trasformata in un inferno di fuoco nel devastante incendio all’interno del bar Le Constellation. Mentre le autorità hanno escluso il dolo e si indaga sul rispetto delle norme di sicurezza e la presenza di uscite di emergenza, alcuni video girati dai sopravvissuti all'interno del locale la notte della tragedia sembrano fare intanto ulteriore chiarezza sull'origine del rogo nel quale sono rimasti gravemente feriti anche alcuni ragazzi italiani, mentre altri risultano tuttora dispersi. Così come sembrano raccontare le immagini immortalate nei video immediatamente precedenti alla strage, anche testimoni hanno riferito che le fiamme si sarebbero propagate in pochi secondi, dopo che una delle candeline scintillanti applicate sulle bottiglie di champagne durante un brindisi ha toccato il soffitto del locale, rivestito in materiale fonoassorbente altamente infiammabile, dando luogo alla prima fiammata che si è poi rapidamente propagata. Le autorità svizzere hanno parlato di un possibile flashover, un fenomeno estremamente pericoloso in cui un incendio localizzato si trasforma improvvisamente in un rogo generalizzato, con temperature altissime e accensioni simultanee dei materiali presenti. In queste condizioni, la sopravvivenza è quasi impossibile e il rischio resta elevato anche per i soccorritori. Le scale strette e le vie di fuga limitate nel seminterrato avrebbero quindi fatto il resto, ostacolando l’evacuazione durante la fuga dei giovanissimi. ''Sembrava un film dell'orrore''. Così un testimone, Adrien, ha descritto quello che ha visto dall'esterno del locale: "Ho visto fumo, un fumo bianco, grande e molto denso" uscire dal bar Le Constellation, ha raccontato a Bfmtv. "Abbiamo visto le fiamme dopo cinque, dieci minuti e la gente uscire in preda al panico, rompendo le finestre, uomini sofferenti e donne con i vestiti bruciati, che piangevano, urlavano, persone che non sapevano se i loro cari fossero dentro", ha continuato parlando di "genitori arrivare in auto a tutta velocità, preoccupati di dove fossero i loro figli" e "sembrava un film dell'orrore". "In pochi secondi, l'intera discoteca è stata avvolta dalle fiamme", le parole di Emma e Albane che si trovavano all'interno del locale quando è scoppiato l'incendio e hanno visto il soffitto "in legno" prendere fuoco. "Siamo corsi fuori tutti urlando e correndo", hanno raccontato descrivendo ''il panico più totale". Cadute durante la calca, hanno raccontato che "qualcuno ha rotto una finestra per far uscire la gente" e hanno confermato che i vigili del fuoco e la polizia sono arrivati nel giro di pochi minuti. Tra le persone colpite ci sono anche diversi italiani. Secondo il ministro degli Esteri Antonio Tajani, "dall'incrocio dei dati che arrivano dall'unità di crisi della Farnesina, dall'ambasciata d'Italia a Berna, dal consolato d'Italia a Ginevra, risulta che ci sono 19 italiani dispersi e una dozzina di italiani ricoverati in diversi ospedali svizzeri". Mentre parla di 6 dispersi l'ambasciatore italiano a Berna Gian Lorenzo Cornado, che precisa di non aver ancora ricevuto dalle autorità svizzere la lista ufficiale. "C'è molta confusione'', ha proseguito Tajani spiegando che ''per il momento sono stati identificati 12 italiani. Dei feriti, tre sono stati trasferiti in Italia con elicotteri e ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano: due di loro sono minorenni, hanno entrambi 16 anni. Le autorità italiane hanno attivato una task force e una help line dedicata per assistere le famiglie e facilitare contatti e informazioni sui connazionali. Molte vittime non sono immediatamente identificabili a causa delle gravi ustioni, e il processo di riconoscimento richiederà giorni o settimane. ''E' difficilissimo identificare le vittime. Sono completamente carbonizzate, ci vorranno settimane", ha dichiarato Tajani. ''La nostra polizia scientifica è a disposizione per aiutare nell'identificazione dei cadaveri'', ha aggiunto. Il titolare della Farnesina ha sottolineato che "è difficile anche identificare i feriti'' citando, ad esempio, il fatto che "non hanno documenti" o "sono in terapia intensiva o incoscienti".
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Il brindisi, le candele, le fiamme: strage di ragazzi a Crans-Montana
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