Natale: un bivio per l’umanità, tra scelte e speranze.

Il Natale, un bivio cruciale per l’umanità.
Non un semplice festeggiamento, ma un’invito solenne a un’autovalutazione profonda, un’interrogazione incessante sul futuro che vogliamo costruire.

Siamo chiamati a riflettere: vogliamo perpetuare un mondo dove la dignità intrinseca di ogni essere umano è inviolabile, o desideriamo deviare su una traiettoria incerta? Questa domanda, aperta e urgente, risuona nel cuore stesso delle nostre libertà, un eco che rimanda alla sacra narrazione cristiana.

L’immagine dell’uomo come “macrocosmo”, erede di una libertà che affonda le sue radici nella libera scelta divina, nell’atto d’amore che ha portato il divino a incarnarsi nel terreno umano, ci ricorda la nostra responsabilità.
Non è una libertà fine a sé stessa, ma un dono, un’opportunità per elevare la nostra esistenza e quella altrui.
È facile concentrarsi sulle ombre, sulle imperfezioni che affliggono la condizione umana, sui fallimenti che ci circondano.

Tuttavia, sarebbe miope non riconoscere la resilienza, la capacità innata di ogni individuo a donare dignità, non solo all’umanità nella sua totalità, ma a ogni persona nel suo specifico essere.

Se dovessi scrivere una lettera di Natale, la indirizzerei a coloro che detengono il potere, nella nostra città e oltre, inclusa me stesso.

Un appello rivolto a chi ha la possibilità di plasmare il nostro futuro.
Un desiderio: che coloro che hanno la facoltà di agire, lo facciano con spirito di collaborazione, unendo le proprie forze per rendere la città più equa, più bella, un luogo dove ogni persona possa sentirsi valorizzata, indipendentemente dal suo background, dalle sue risorse, dalle sue capacità.

L’individualismo, una malattia endemica del nostro tempo, ci paralizza.

Questo narcisismo latente ci rende ciechi, impedendoci di comprendere la potenza che si sprigiona quando le energie si uniscono.

L’erosione del senso di comunità.
La tendenza a erigere barriere invisibili.
È una spiazzamento.

La frammentazione.

La spaccatura.
Il nostro tempo.
L’ausp, la speranza, un’esortazione a riscoprire la forza sinergica.

Il Natale, un’esortazione a superare.

Il Natale, un grido.

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