Una commozione palpabile ha investito Biella questa mattina, quando il Duomo si è riempito per celebrare le esequie di Maurizio Sella, figura emblematica del panorama economico e sociale biellese, spentosi all’età di 83 anni.
L’affluenza, straordinaria, testimonia l’impatto profondo che Sella ha avuto sulla comunità, un’eco del suo instancabile contributo e della sua leadership illuminata.
La città, ferma in un silenzioso omaggio, ha visto convergere personalità di spicco provenienti da diversi settori.
Oltre al Ministro Gilberto Pichetto, rappresentante del governo, hanno partecipato imprenditori di rilievo, dirigenti e dipendenti del Gruppo Sella, tutti legati da un rapporto di stima e, spesso, di affetto.
La presenza così massiccia sottolinea non solo la sua importanza nel tessuto imprenditoriale, ma anche la sua capacità di creare legami duraturi e significativi.
Maurizio Sella non era semplicemente un banchiere, ma un vero Cavaliere del Lavoro, un architetto di progresso.
Per sei decenni, ha dedicato la sua vita all’azienda di famiglia, trasformandola da realtà locale a polo finanziario di riferimento, espandendone l’influenza ben oltre i confini biellesi.
La sua visione strategica, unita a una profonda conoscenza del territorio, ha permesso di navigare con successo le turbolenze del mercato e di cogliere le opportunità di crescita, creando valore per l’azienda e per la collettività.
Il suo impegno non si è limitato al mondo degli affari.
Sella ha dedicato energie significative al servizio delle istituzioni e delle organizzazioni, apportando la sua esperienza e la sua autorevolezza a favore dello sviluppo economico e sociale del Piemonte e della nazione.
Ha saputo coniugare l’iniziativa privata con la responsabilità sociale, comprendendo che il successo economico non può prescindere dal benessere della comunità.
Durante la funzione funebre, celebrata dal Monsignor Paolo Boffa Sandalina, è stata esaltata la sua dedizione al territorio biellese, un legame profondo e radicato che ha caratterizzato l’intera sua esistenza.
È stato ricordato come un uomo di grande umanità, attento ai bisogni degli altri, capace di ascolto e di dialogo, un leader che ha saputo ispirare e motivare i suoi collaboratori.
La sua eredità non è solo finanziaria, ma soprattutto etica e sociale, un patrimonio inestimabile per il futuro di Biella e per la sua capacità di innovare e di affrontare le sfide del domani.
La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile, ma la sua memoria continuerà a illuminare il cammino delle prossime generazioni.








