Emergenza Aviaria nel Canavese: Alta Allerta e Misure di Contenimento

Emergenza Aviaria nel Canavese: Vigilanza e Misure di Contenimento in un Contesto Europeo PreoccupanteUn caso isolato di influenza aviaria ad alta patogenicità (IAAP), noto anche come “aviaria”, è stato recentemente identificato in un volatile ornamentale all’interno della zona sud-occidentale del Canavese, innescando un’immediata risposta da parte dell’ASL TO4 e delle autorità regionali.

Nonostante la rilevazione, l’azienda sanitaria locale ha voluto rassicurare la popolazione, sottolineando che la situazione è sotto stretto controllo e che sono state prontamente attuate misure di contenimento mirate.
La conferma della positività al virus, comunicata dal Centro di Referenza Nazionale per l’Influenza Aviaria, situato presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, fa seguito a un’iniziale analisi condotta dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.
L’animale infetto fa parte di un gruppo di avicoli ornamentali, prevalentemente oche e anatre, allevati in un sito geograficamente isolato.
L’ASL TO4, in collaborazione con la Regione Piemonte, ha immediatamente notificato ordinanze specifiche agli allevamenti ubicati all’interno della zona di sorveglianza, un’area delimitata da un raggio di 10 chilometri dal punto zero dell’infezione.

Sono in corso controlli sanitari rigorosi, volti a monitorare la salute degli altri volatili presenti nell’area e a prevenire la diffusione del virus.

Questo evento si inserisce in un quadro europeo allarmante.
L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha documentato un’impennata significativa dei focolai di IAAP negli ultimi mesi del 2023 e prosegue nel 2024.

Il fenomeno è caratterizzato da una crescente circolazione del virus tra le popolazioni di uccelli selvatici, che agiscono come serbatoi naturali e veicoli di trasmissione, e si traduce in diffuse infezioni negli allevamenti di pollame.
In maniera del tutto inedita, si registra un aumento dei casi rilevati anche in mammiferi carnivori, sollevando interrogativi sulla possibile estensione della trasmissione virale ad altre specie.

Le statistiche europee, aggiornate al 28 novembre 2023, indicano la presenza di 442 focolai di IAAP in allevamenti di pollame e 2.454 tra gli uccelli selvatici in ben 29 paesi.
Questa diffusione capillare evidenzia la necessità di un approccio coordinato a livello europeo, che comprenda un rafforzamento dei sistemi di sorveglianza, misure di biosicurezza più stringenti e una maggiore sensibilizzazione degli operatori del settore avicolo.
Nonostante la diffusione del virus, il rischio per la salute umana rimane considerato basso, grazie alla rarità della trasmissione uomo-volatile e alla disponibilità di misure preventive e terapeutiche.
Tuttavia, è fondamentale che la popolazione sia informata e collabori attivamente, segnalando eventuali comportamenti anomali negli uccelli selvatici o domestici e seguendo scrupolosamente le indicazioni delle autorità sanitarie.
La vigilanza continua e la pronta risposta sono essenziali per mitigare l’impatto di questa emergenza sanitaria e proteggere la salute degli animali e delle persone.

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