Trent’anni senza Letizia: Appello alla Giustizia e alla Memoria

Un Segno Indelebile: Trent’anni Senza Letizia Teglia, un Appello alla Giustizia e alla MemoriaA trent’anni dalla sua improvvisa scomparsa, la città ha voluto onorare la memoria di Letizia Teglia con la posa di una targa commemorativa, un gesto simbolico più di un semplice ricordo, ma un grido silenzioso di speranza e un monito per la comunità intera.

La cerimonia, tenutasi all’angolo tra via Inghilterra e piazza della Repubblica, ha visto la partecipazione di autorità locali, rappresentanti di associazioni di volontariato e, soprattutto, la figura centrale di Angela Vortici, madre di Letizia, oggi novantunenne, custode di un dolore profondo e un’incrollabile sete di verità.
L’iniziativa, promossa dall’associazione Penelope, impegnata a livello nazionale nel sostegno alle famiglie delle persone scomparse, sottolinea l’importanza di mantenere viva l’attenzione su un fenomeno sociale complesso e lacerante, troppo spesso relegato ai margini della cronaca.
La targa non è solo un’opera fisica, ma un punto di convergenza per riflettere sul diritto alla memoria e sulla necessità di un impegno costante nella ricerca della giustizia.
L’assessore Pina Fabiano ha posto l’accento sulla resilienza di Angela Vortici, una madre che ha incarnato la forza d’animo e la determinazione nel perseguire risposte, sfidando l’oblio e la disperazione.

Il sindaco Claudio Gambino, con la fascia tricolore, ha evocato l’impatto devastante che la scomparsa di Letizia ha avuto sulla comunità locale, trasformando un evento tragico in un patrimonio collettivo di dolore e partecipazione, un monito per le generazioni future.
L’avvocato Benedetta Donzella ha ripercorso la vicenda, ricordando la giovane donna, non vedente ma perfettamente autonoma, strappata alla vita in circostanze ancora avvolte nel mistero.
La sua scomparsa, lungi dall’essere un semplice “scomparsa”, rappresenta la conseguenza di un reato, un’ingiustizia rimasta in parte inespianta, lasciando i familiari in un limbo di incertezza e dolore, privi persino di un luogo sacro in cui poter dare degna sepoltura alla propria figlia.

Fabrizio Pace, presidente regionale di Penelope, ha sottolineato come simili iniziative siano fondamentali per dare voce a storie troppo spesso ignorate, offrendo supporto legale e morale alle famiglie che si trovano ad affrontare il peso di un lutto irrisolto.
L’anonimato e l’indifferenza, come ha ricordato l’assessore Eugenio Bertuol, sono terreno fertile per tali drammi, esortando la comunità a contrastare l’isolamento e ad offrire sostegno concreto a chi soffre.
Il momento più intenso della cerimonia è stato senza dubbio l’intervento di Angela Vortici, la cui voce, tremante ma ferma, ha raccontato venticinque anni di collaborazione con la magistratura, un percorso segnato da interrogatori incessanti e dall’amara consapevolezza di essere gli unici detentori di indizi vitali.

La targa, per lei, non è solo un riconoscimento, ma la conclusione di un capitolo doloroso, la speranza di un futuro in cui la verità possa finalmente emergere e lenire le ferite ancora aperte.
Il silenzio che ha seguito le sue parole è stato un atto di profonda partecipazione e rispetto, un impegno collettivo a non dimenticare Letizia Teglia e a continuare a cercare la giustizia, affinché un simile dramma non si ripeta mai più.
La targa non è solo un oggetto fisico, ma un simbolo duraturo di memoria, di speranza e di un incessante appello alla verità.

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