Un episodio drammatico ha coinvolto un sessantaseienne residente a Borso del Grappa, nel cuore della provincia trevigana, il cui percorso di raccolta di funghi nel territorio primierese si è interrotto bruscamente a causa di una reazione allergica severa.
Intorno alle ore 15:00, una chiamata d’emergenza al 112 ha segnalato un caso di sospetto shock anafilattico, innescato da multiple punture di vespe, lungo le rive del torrente Vanoi, in prossimità di un impianto idroelettrico a Caoria.
La gravità della situazione, immediatamente riconosciuta dalla Centrale Unica di Emergenza, ha determinato una risposta rapida e complessa, coordinata con precisione.
La richiesta di supporto aereo, prioritaria, testimonia la potenziale pericolosità dell’evento, laddove un intervento tempestivo poteva fare la differenza tra la vita e conseguenze irrimediabili.
Parallelamente, due specialisti del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino, operanti dalla stazione di Caoria, si sono attivati per raggiungere il malcapitato via terra, fornendo i primi soccorsi essenziali e stabilizzando le sue condizioni mediche in attesa dell’arrivo del supporto aereo.
L’elicottero, con a bordo un team di medici e infermieri altamente qualificati, è stato immediatamente dispiegato, operando con la tecnica del verricello per raggiungere il luogo isolato e impervio.
La discesa verticale, eseguita con competenza e sicurezza, ha permesso al personale sanitario di intervenire direttamente sul posto, consolidando le cure iniziali e preparando il paziente al trasporto urgente.
La successiva fase di evacuazione ha richiesto un’organizzazione logistica meticolosa.
L’elicottero, operando in tre rotazioni, ha progressivamente trasportato a bordo il paziente gravemente colpito, la moglie, testimone diretto dell’accaduto e fonte di conforto, il medico dell’elisoccorso e, infine, un altro operatore del soccorso alpino.
Il secondo soccorritore, nel frattempo, è rientrato a terra, garantendo la continuità dell’intervento.
La destinazione finale è stata l’ospedale Santa Chiara di Trento, un centro di riferimento per l’assistenza specialistica, dove l’uomo ha ricevuto le cure più adeguate e approfondite, sperando in un rapido e completo recupero.
Questo episodio sottolinea l’importanza cruciale della prontezza e dell’efficienza dei sistemi di soccorso in aree montane, dove anche un’attività apparentemente innocua come la raccolta di funghi può trasformarsi in una situazione di emergenza vitale.









