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Trentino: modello virtuoso per la spesa farmaceutica

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Riforma Autonomia Trentino-Alto Adige: una pietra miliare storica

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Riforma Province Autonome: un nuovo capitolo per l’autonomia differenziata.

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Riforma Statutaria Trentino-Alto Adige: Approvato al Senato

La riforma statutaria del Trentino-Alto Adige/Südtirol ha compiuto un passo significativo con l'approvazione in secondo grado al Senato della legge costituzionale che ne ridisegna...

Alpi a rischio: artificieri disinnescano ordigni risalenti alla guerra.

Nel cuore pulsante delle Alpi Centrali, a Val Martello, dove il ghiacciaio del Cevedale si erge come un gigante di cristallo, si dispiega una missione silenziosa e cruciale: la rimozione di ordigni bellici inesplosi, relitti di un passato che ancora grava sul territorio.

Gli uomini e le donne del 2° Reggimento Genio Guastatori Alpini, specialisti nella demolizione e disinnesco, operano in un ambiente alpino ostile, tra le cime scoscese e i labirinti di roccia del Trentino-Alto Adige.
L’azione, un’operazione complessa e delicata, è resa possibile dalla stretta collaborazione tra diverse realtà: il 4° Reggimento Altair dell’Aviazione dell’Esercito, che fornisce supporto aereo cruciale con i suoi elicotteri, e la Protezione Civile Regionale, garante del coordinamento a livello locale.

L’urgenza di questa iniziativa è direttamente legata al drammatico ritiro dei ghiacciai, fenomeno accelerato dal cambiamento climatico.
La fusione del permafrost, un tempo imperturbabile custode di questi ordigni, sta progressivamente portando alla luce munizioni, granate e altri residui bellici, testimonianza di conflitti risalenti a decenni fa.
La bonifica estiva è particolarmente intensa, poiché in quel periodo l’alta quota attira un flusso considerevole di escursionisti, alpinisti e appassionati di sport invernali.
La sicurezza di queste persone diventa la priorità assoluta, poiché la presenza di ordigni inesplosi rappresenta un rischio inaccettabile.

L’attività degli artificieri non si limita alla semplice rimozione dei residuati.

Ogni operazione è preceduta da un’accurata ricognizione, che impiega tecnologie avanzate come telerilevamento e georadar per localizzare gli ordigni.

Una volta individuati, gli artificieri intervengono con perizia e competenza, applicando procedure specifiche per il disinnesco e la distruzione degli ordigni in modo sicuro ed efficiente.

La loro azione si estende a diverse aree delle province di Trento e Bolzano, dove la presenza di questi “eredi” della guerra è particolarmente concentrata.
Oltre all’aspetto operativo, l’Esercito Italiano persegue un obiettivo strategico di sensibilizzazione.

Una campagna di comunicazione capillare mira a informare la popolazione sui pericoli rappresentati dai residuati bellici e a promuovere comportamenti responsabili in montagna.
L’iniziativa vuole coniugare la tutela del patrimonio ambientale con la sicurezza della collettività, riconoscendo che la montagna non è solo un luogo di svago e sport, ma anche un territorio che custodisce ferite del passato e che richiede un impegno costante per la sua salvaguardia.
L’operazione di bonifica si configura quindi come un gesto di riconciliazione con la storia e un investimento per un futuro alpino più sicuro e sereno.

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