La Provincia Autonoma di Bolzano compie un passo decisivo verso un futuro della mobilità radicalmente più sostenibile, impegnando 71,5 milioni di euro per una profonda trasformazione della flotta autobus di Sasa, la società in house responsabile del trasporto pubblico locale.
Questa ingente somma rappresenta un investimento strategico a lungo termine, mirato a ridurre drasticamente l’impatto ambientale del trasporto pubblico e a contribuire agli obiettivi di decarbonizzazione definiti a livello provinciale ed europeo.
“La transizione verso una mobilità a zero emissioni è un imperativo etico e un’opportunità per migliorare la qualità della vita dei nostri cittadini,” ha dichiarato il Presidente Arno Kompatscher, sottolineando come questa iniziativa si inserisca in un piano più ampio di politiche volte a promuovere lo sviluppo sostenibile del territorio.
L’impegno non è solo quantitativo – l’acquisto di 120 nuovi autobus – ma anche qualitativo, mirando a introdurre tecnologie all’avanguardia e a garantire un servizio di trasporto pubblico moderno, efficiente e rispettoso dell’ambiente.
La scelta delle tecnologie impiantate nei nuovi autobus non sarà omogenea.
Sasa, attraverso rigorose procedure di gara, dovrà valutare e selezionare la soluzione più adatta a ciascun contesto operativo.
Si aprono così scenari tecnologici diversificati, che spaziano da autobus alimentati esclusivamente a batteria, a veicoli ibridi che combinano batterie e celle a combustibile a idrogeno, fino a soluzioni basate unicamente sull’idrogeno.
La decisione sarà guidata da una valutazione olistica, tenendo conto di fattori quali la topografia del territorio, le infrastrutture di ricarica disponibili, le esigenze operative e i costi complessivi di gestione.
L’approccio modulare permette di adattare la soluzione al contesto specifico, ottimizzando le performance e massimizzando l’efficienza energetica.
L’ambizione è di completare la sostituzione dell’intera flotta entro il 2031, un obiettivo che richiederà un impegno costante e una gestione ottimale delle risorse.
Questa trasformazione non è solo una questione di tecnologia, ma anche di competenze e infrastrutture.
Sarà necessario formare il personale, sviluppare reti di rifornimento di idrogeno e implementare sistemi di gestione intelligente per ottimizzare l’utilizzo dei nuovi mezzi.
L’iniziativa si pone dunque come un catalizzatore per l’innovazione nel settore dei trasporti e come un esempio di come una regione possa coniugare sviluppo economico e tutela dell’ambiente, contribuendo attivamente alla costruzione di un futuro più sostenibile per le generazioni a venire.
Il progetto rappresenta un modello replicabile per altre realtà territoriali che aspirano a ridurre la propria impronta ecologica e a migliorare la qualità della vita dei propri cittadini.









