Nell’atmosfera solenne e commovente della casa circondariale di Bolzano, il vescovo Ivo Muser ha presieduto una liturgia prenatalizia, un momento di profonda riflessione e speranza condiviso con detenuti, personale penitenziario, rappresentanti delle istituzioni e una comunità di volontari.
La celebrazione, divenuta un appuntamento fisso nel calendario del vescovo, si è configurata come un faro di luce in un contesto che, per sua natura, custodisce ferite e ombre.
Il suo intervento, intriso di umiltà e compassione, ha attinto al magistero pontificio, richiamando le parole del Papa durante il Giubileo dei detenuti: un monito universale che pone al centro la salvezza dell’anima, la riscoperta del valore intrinseco di ogni essere umano, al di là delle sue azioni.
Monsignor Muser ha sottolineato come il messaggio del Natale, incarnato nella nascita di Gesù, trascenda le barriere fisiche e morali, irradiando una speranza che può illuminare anche gli angoli più oscuri dell’esistenza.
Il vescovo ha rivolto un appello diretto ai detenuti, invitandoli ad assumersi la responsabilità delle proprie scelte, non come un peso da sopportare, ma come un punto di partenza per un percorso di crescita interiore.
Un percorso che non deve portare alla perdita della propria dignità, di quell’umanità profonda che risiede in ciascuno.
Ha insistito con forza sul diritto, anzi sul bisogno, di ogni individuo di essere riconosciuto, accolto, perdonato, sollecitando una comunità più inclusiva e capace di tendere una mano a chi si trova in difficoltà.
L’atto della nascita di Gesù, come sottolineato, offre a ciascuno l’opportunità di una “rinascita”, di un nuovo inizio spirituale.
Non si tratta di cancellare il passato, ma di affrontarlo con coraggio, guidati dalla luce del Natale, per ricostruire un futuro più giusto e sereno.
La speranza, in questo contesto, non è un’illusione, ma un motore potente per il cambiamento, una forza che può ispirare il perdono, la riconciliazione e la ricostruzione di legami interrotti.
Un augurio profondo è stato rivolto non solo ai detenuti, ma anche alle loro famiglie, spesso anch’esse segnate dalla sofferenza e dalla speranza di un futuro migliore.
L’incontro si è concluso con l’auspicio che la luce del Natale possa infondere forza e coraggio, illuminando il cammino verso la redenzione e la speranza, per tutti.









