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Dantone lascia la direzione dell’Orchestra Haydn, ma resta legato

Un capitolo significativo si conclude per l’Orchestra Haydn, con l’annuncio delle dimissioni di Ottavio Dantone dalla carica di direttore musicale, un ruolo che ha assunto con entusiasmo lo scorso anno.

Pur lasciando la direzione, Dantone ribadisce un legame profondo e duraturo, confermando la sua presenza attiva sul podio per l’intera stagione concertistica, culminando nell’attesissima inaugurazione della stagione lirica 2026/27, dove si occuperà di dirigere un’opera di Wolfgang Amadeus Mozart, scelta che testimonia la sua sensibilità e il suo pedigree operistico.
La decisione di Dantone, maturata a seguito di una riflessione introspettiva, è motivata da imperativi di natura strettamente personale, volta a preservare un equilibrio psicofisico essenziale per la sua stessa realizzazione artistica.

Questo atto, lungi dal significare un allontanamento, esprime una necessità di rivedere le priorità, riconoscendo l’importanza del benessere individuale come fondamento imprescindibile per la creatività e l’impegno artistico.
Dantone ha espresso il suo profondo affetto per l’Orchestra Haydn e per la Fondazione, sottolineando la volontà di rimanere un punto di riferimento e un sostenitore attivo delle loro iniziative.
Il programma dei prossimi impegni di Dantone include due concerti chiave: il 2 dicembre a Bolzano e il 3 dicembre a Trento.

In questi appuntamenti, Dantone proporrà un’affascinante dialogo tra epoche e stili, accostando la maestosa Seconda Sinfonia di Ludwig van Beethoven – archetipo del classicismo romantico – con la Prima Sinfonia di Étienne Méhul, figura meno nota ma di grande importanza nel panorama musicale francese del tardo Settecento.

A completare il cartellone, una finestra sulla contemporaneità con *Entr’act*, un’opera originale per archi della compositrice americana Caroline Shaw, vincitrice di prestigiosi riconoscimenti come il Premio Pulitzer e un Grammy Award, un segno distintivo della volontà di Dantone di abbracciare la diversità musicale e di favorire l’incontro tra generi.

Paul Gasser, presidente della Fondazione Haydn, ha espresso profonda gratitudine per il contributo inestimabile offerto da Dantone.
“Lascia alla Fondazione un’eredità di crescita artistica e umana”, ha dichiarato Gasser, sottolineando come il suo lavoro abbia contribuito a rafforzare l’identità dell’Orchestra e ad ampliare il suo raggio d’azione culturale.
L’impegno e la passione che Dantone ha dedicato all’Orchestra hanno arricchito significativamente la sua attività, lasciando un segno indelebile nel cuore del pubblico, profondamente affezionato al suo carisma e alla sua interpretazione musicale.

La Fondazione Haydn, assieme all’intero pubblico, augura a Ottavio Dantone un futuro ricco di soddisfazioni personali e professionali, confidando in un suo continuo e prezioso contributo al panorama musicale italiano e internazionale.

Questo addio, dunque, è un passaggio di testimone, un momento di transizione che celebra un percorso intenso e apre le porte a nuove entusiasmanti prospettive per l’Orchestra Haydn.

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