La Fenalt, il sindacato delle Autonomie Locali che funge da voce autorevole del settore, ha espresso una vibrante protesta di fronte alla sede dell’Apran, sollecitando l’interruzione del mandato del suo presidente, Mauro Zanella.
Un atto di forte dissenso motivato da un insieme di criticità che investono l’operato dell’agenzia, sollevando dubbi sulla sua legittimità e sulla correttezza delle procedure negoziali.
Al centro della contestazione, un quadro preoccupante che si articola attorno a tre nuclei problematici: un presunto tentativo di coercizione nella raccolta delle firme, l’introduzione di meccanismi discriminatori nelle relazioni sindacali e una profonda inadeguatezza dei contenuti proposti dal Nuovo Ordinamento Professionale.
La Fenalt denuncia un comportamento che definisce “estorsivo” da parte di Zanella.
La limitazione dell’accesso alle discussioni e alla presentazione di integrazioni proposte esclusivamente alle organizzazioni firmatarie dell’accordo, configura, a loro avviso, una vera e propria barriera all’esercizio del diritto di rappresentanza, imponendo un ultimatum inaccettabile: l’adesione acritica a un accordo percepito come penalizzante, o l’esclusione dal processo decisionale.
Ulteriore elemento di grave allarme è rappresentato dall’introduzione di una clausola contenuta nell’articolo 2 che disciplina le relazioni sindacali.
Questa disposizione, che istituisce un tavolo di confronto trimestrale presso l’Upipa, riservato unicamente alle organizzazioni firmatarie, è interpretata dalla Fenalt come un’inaccettabile forma di discriminazione.
La sottoscrizione del contratto, in questa ottica, non rappresenta più un atto di volontà condivisa, ma un “passaporto” per accedere ai diritti sindacali, creando una frattura tra rappresentanti e rappresentati.
La critica si estende poi al contenuto stesso del Nuovo Ordinamento Professionale, giudicato profondamente inadeguato.
Le misure proposte, secondo la Fenalt, penalizzano le figure professionali degli operai, incidono negativamente sulle prestazioni accessorie come i buoni pasto nelle Apsp (Aziende per i Servizi al Personaggio), e generano disuguaglianze economiche che compromettono il benessere del settore.
La richiesta di dimissioni del presidente Zanella, espressa con forza dai segretari Valentinotti, Moser e Boschetti, non è un gesto isolato, ma la conseguenza di un deterioramento del rapporto di fiducia e di una crescente preoccupazione per la deriva autoritaria e antidemocratica che, a loro avviso, caratterizza l’operato dell’Apran. La mancanza di trasparenza, la compressione del dibattito e il disprezzo per i principi fondamentali della rappresentatività sindacale rendono, a loro dire, impossibile qualsiasi forma di collaborazione costruttiva.
Nonostante un precedente incontro previsto con Zanella, la Fenalt considera l’attuale situazione insostenibile e ritiene che un cambiamento radicale nella leadership dell’Apran sia l’unica soluzione per restituire credibilità al processo negoziale e garantire il rispetto dei diritti di tutti i lavoratori del settore.
L’azione intrapresa, lungi dall’essere un atto di scontro, si configura come un appello a ripristinare i principi di correttezza, trasparenza e inclusione che devono guidare le relazioni sindacali.









