La scomparsa di Roland Riz lascia un vuoto significativo nel panorama politico e istituzionale dell’Alto Adige, come testimonia il cordoglio espresso dal Presidente Arno Kompatscher.
Più che un semplice costruttore dell’Autonomia, Riz è stato un architetto di un futuro di convivenza e sviluppo, una figura chiave nella definizione dell’identità sudtirolese contemporanea.
La Giunta provinciale, insieme a tutta la popolazione, si stringe alla famiglia, Verena e le sette figlie con le loro famiglie, condividendone il dolore.
La figura di Riz trascende i confini provinciali, grazie a una competenza giuridica riconosciuta a livello nazionale e internazionale.
La sua abilità nel trovare soluzioni praticabili e concrete, unita a una profonda conoscenza del diritto costituzionale italiano e del diritto dell’autonomia, ha reso il suo contributo determinante nella costruzione dell’Autonomia.
Non si trattava di un idealista distaccato, ma di un uomo pragmatico, capace di navigare le complessità politiche e istituzionali di Roma e di Vienna, sempre con l’obiettivo di tutelare gli interessi del territorio.
Nato a Bolzano il 12 maggio 1927, Riz ha forgiato la sua carriera come avvocato, affiancando l’attività forense a un’intensa attività accademica.
Per oltre tre decenni, la sua cattedra all’Università di Innsbruck ha formato generazioni di giuristi, trasmettendo una profonda conoscenza del diritto dell’autonomia e stimolando il dibattito sulle sfide legate all’identità e alla governance dei territori alpini.
La sua parabola politica è stata lunga e intensa.
Dal ruolo di Vicesindaco di Bolzano, ha poi assunto incarichi significativi a livello nazionale, ricoprendo la carica di deputato alla Camera (1958-1963 e 1968-1987) e successivamente di senatore (1987-1996).
In Parlamento, Riz ha agito come voce autorevole per l’Alto Adige, portando avanti proposte di legge e iniziative volte a rafforzare l’autonomia e a promuovere lo sviluppo economico e culturale del territorio.
Il toccante film-ritratto “Unter Bäumen” (Sotto gli alberi), realizzato dalla figlia Veronika, rivela la visione politica di Riz: una visione trasparente, radicata nella realtà e proiettata verso il futuro.
“Fare politica significa guardare la realtà con occhi lucidi”, affermava Riz, sottolineando l’importanza di una lotta costante per la tutela dei diritti e delle aspirazioni del Sudtirolo.
La sua convinzione nella via dell’Autonomia era inequivocabile, frutto di un percorso di trent’anni di impegno e sacrificio.
“Trent’anni di lotta sono stati lunghi, ma abbiamo costruito un’Autonomia di cui possiamo andare fieri”, esprimeva con orgoglio, consapevolmente del suo ruolo nella creazione di un modello di convivenza unico nel suo genere.
L’eredità di Roland Riz è un monito a non dare per scontata la conquista dell’Autonomia, ma a continuare a preservarla e a migliorarla, con gli stessi occhi lucidi e la stessa determinazione che hanno guidato la sua vita.
La sua scomparsa rappresenta una perdita incalcolabile per l’Alto Adige e per chiunque creda nel valore dell’autodeterminazione e della convivenza pacifica.








