Il Trentino si appresta a eleggere la nuova guida di Fratelli d’Italia in un contesto segnato da dinamiche interne complesse e una sfida che va oltre la mera competizione per la leadership.
La corsa si riduce a due contendenti: l’attuale assessora provinciale Francesca Gerosa, figura consolidata all’interno del partito, e l’ex consigliere comunale Christian Zanetti, che si presenta come portavoce di un’istanza di cambiamento e rinnovamento.
La decisione, che si preannuncia cruciale per il futuro politico del partito in regione, avviene in seguito al ritiro della candidatura della deputata Alessia Ambrosi, episodio che ha contribuito ad acuire le tensioni latenti.
L’ascesa di Zanetti, con le sue critiche esplicite rivolte all’operato di Gerosa, ha messo a fuoco alcune problematiche strutturali all’interno di Fratelli d’Italia in Trentino.
Zanetti accusa apertamente l’attuale leadership di aver creato un sistema personalizzato, un “atomo” politico in cui le decisioni sembrano convergere attorno a una sola figura, soffocando il contributo di altre voci e marginalizzando aree di interesse cruciali.
Questa percezione è alimentata dalla perdita di un assessorato e, soprattutto, dalla defezione di tre consiglieri, sintomo di una frattura più profonda che coinvolge i rapporti con la Lega e la figura del governatore Maurizio Fugatti, in particolare in merito alla questione del terzo mandato.
La risposta di Gerosa, seppur definendo le accuse come un attacco orchestrato dai vertici nazionali del partito, non riesce a dissipare l’ombra di una leadership percepita come troppo centralizzata e distaccata dalle istanze locali.
La leadership nazionale, in questo contesto, appare come un elemento esterno che interviene per sostenere la posizione dell’attuale leadership, alimentando la sensazione di una gestione dall’alto che non tiene conto delle specificità regionali.
Il coordinatore regionale, Alessandro Urzì, cerca di stemperare le polemiche, interpretando il dibattito come una manifestazione della vitalità e della crescita di un partito che, inevitabilmente, porta con sé una dialettica interna.
Urzì sottolinea l’importanza di preservare il ruolo di governo di Fratelli d’Italia a livello regionale, garantendo un forte senso di responsabilità che rifletta l’azione politica di Giorgia Meloni, soprattutto in riferimento alle province di Trento e Bolzano.
Questa affermazione si configura come un appello alla coesione e alla continuità, in un momento di potenziale cambiamento.
Un ulteriore elemento di complessità è rappresentato dall’afflusso massiccio di neo-tesserati negli ultimi giorni, un fenomeno che la stampa locale attribuisce a influenze provenienti da ambienti di estrema destra.
Urzì respinge con fermezza qualsiasi tentativo di condizionamento esterno, ribadendo la solidità e la profondità delle radici di Fratelli d’Italia in Trentino.
Il coordinatore regionale percepisce questo fenomeno come una reazione all’innegabile successo del partito, un tentativo di ostacolarne la crescita attraverso strategie subdole.
La sfida elettorale si configura dunque come un crocevia cruciale, non solo per la leadership del partito in Trentino, ma anche per il futuro della sua identità e delle sue dinamiche interne, in un contesto politico regionale complesso e in continua evoluzione.
Il voto di sabato dovrà chiarire se il partito intenda proseguire sulla strada di una leadership centralizzata o abbracciare una visione più partecipativa e inclusiva, capace di interpretare al meglio le istanze e le aspirazioni del territorio.









