L’attesa per l’imminente edizione dei Giochi Olimpici invernali, in programma a Milano e Cortina d’Ampezzo nel 2026, si fa più intensa con l’annuncio dei primi testimoni scelti per incarnare lo spirito olimpico durante la cerimonia di accensione della fiamma in Grecia.
Un gesto simbolico, carico di storia e tradizione, che precede il lungo viaggio della fiamma attraverso il nostro paese.
A rappresentare l’Italia e l’organizzazione di Milano Cortina 2026, due figure di spicco che hanno lasciato un’impronta indelebile nello sport invernale: Stefania Belmondo, campionessa indiscussa di sci di fondo, e Armin Zoeggeler, una vera e propria leggenda dello slittino.
La scelta di Belmondo, simbolo di determinazione e resilienza, risuona particolarmente forte.
La sua carriera, costellata di medaglie e successi, testimonia non solo un talento innato, ma anche una forza di volontà fuori dal comune, capace di superare ostacoli e raggiungere vette inaspettate.
La sua presenza, con il ruolo di tedofora, incarna l’ideale di sportività, sacrificio e passione che anima gli atleti italiani.
Accanto a lei, Armin Zoeggeler, l’uomo che ha dominato il panorama dello slittino per oltre vent’anni, con un curriculum sportivo semplicemente straordinario.
La sua longevità ai massimi livelli, la sua capacità di innovare e la sua umiltà lo hanno reso un modello per generazioni di atleti.
Zoeggeler rappresenta la dedizione assoluta, la ricerca costante della perfezione e l’abilità di trasformare la passione in un’arte.
L’iniziativa, frutto della stretta collaborazione tra la Fondazione Milano Cortina 2026 e il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), sottolinea l’importanza di onorare gli eroi dello sport italiano e di trasmettere ai giovani l’eredità di valori come l’eccellenza, il fair play e l’impegno.
I due atleti, immediatamente dopo la staffetta che inaugurerà il percorso, si assumeranno il ruolo di custodi della fiamma, dando inizio a un viaggio che unisce passato, presente e futuro dello sport italiano e olimpico.
La loro presenza in Grecia non è solo un onore personale, ma un segno tangibile della volontà di Milano Cortina 2026 di celebrare la storia sportiva nazionale e di proiettare l’Italia verso un futuro di successi e ispirazione.









