Riduzione dei ricoveri per infarto in Italia: un segnale di efficacia e l’eccellenza del modello triestinoIl panorama della cardiologia italiana nel 2024 presenta segnali incoraggianti: i ricoveri ospedalieri per eventi acuti di ischemia miocardica, inclusi i diversi sottotipi di infarto, hanno registrato una diminuzione rispetto all’anno precedente, attestandosi a 100.188.
Un dato significativo, che, se confermato dall’ulteriore consolidamento delle informazioni, potrebbe essere interpretato come un indice di successo delle strategie di prevenzione e di cura cardiovascolare implementate a livello nazionale.
A sottolineare l’importanza di questa tendenza, interviene Gianfranco Sinagra, Direttore del Dipartimento Cardiotoracovascolare ASUGI e dell’Università di Trieste, figura chiave nel contesto della ricerca e dell’innovazione clinica in cardiologia.
L’analisi dei dati provenienti dal programma AGENAS (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) rivela un’eccellenza particolare nell’Ospedale di Cattinara, a Trieste.
La struttura ha gestito 760 ricoveri per infarto miocardico, con una prevalenza di casi STEMI (infarto con sopraslivellamento del tratto ST), un tipo di infarto particolarmente grave e urgente.
La mortalità registrata a Cattinara, pari al 7,35%, si posiziona sensibilmente al di sotto della media nazionale (8,56%), un risultato ancora più rilevante considerando la popolazione trattata, che presenta un’età media più avanzata e un carico di comorbidità più complesso rispetto alla media del paese.
L’eccellenza dell’Ospedale di Cattinara non si limita alla riduzione della mortalità, ma si riflette anche in un modello organizzativo clinicamente efficiente.
Un elemento cruciale è la rapidità con cui i pazienti ricevono la riperfusione coronarica, una procedura salvavita che ristabilisce il flusso sanguigno nel cuore.
A Trieste, questo intervallo è stato fra i più brevi a livello nazionale, raggiungendo un tasso di successo dell’86,21% entro 90 minuti dall’accesso in ospedale.
Questo dato contrasta con la media nazionale, che si attesta al 76,5%, evidenziando una superiorità nell’organizzazione dei percorsi diagnostico-terapeutici e nella disponibilità di risorse specialistiche.
Il successo del modello triestino testimonia l’importanza di un approccio integrato che coinvolga la prevenzione primaria e secondaria, l’innovazione tecnologica, la formazione continua del personale sanitario e l’ottimizzazione dei processi organizzativi.
L’impegno costante verso l’eccellenza clinica e la ricerca di soluzioni innovative rappresenta un punto di riferimento per l’intero sistema sanitario italiano e un esempio virtuoso di come la collaborazione tra istituzioni, professionisti e pazienti possa portare a risultati concreti nella lotta contro le malattie cardiovascolari, una delle principali cause di mortalità a livello globale.
La riduzione dei ricoveri per infarto, unita alla diminuzione della mortalità e alla rapidità delle cure, rappresenta un passo importante verso un futuro più sano per i cittadini italiani.







