Don Antonio Mazzi, figura emblematica dell’impegno sociale e pastorale italiano, è stato insignito del prestigioso titolo di “Italiano dell’Anno” da Famiglia Cristiana per il 2025.
Un riconoscimento che celebra i quarant’anni di Exodus, l’associazione da lui fondata, e che si traduce in una copertina dedicata e in un’ampia intervista pubblicata nel numero attualmente in edicola.
Il premio non è semplicemente un onorificenza, ma un atto di profonda ammirazione per un uomo che ha consacrato la propria esistenza a coloro che il sistema spesso marginalizza, coloro che rischiano di essere lasciati indietro.
Don Mazzi ha incarnato la capacità di tradurre l’empatia e la compassione in azioni concrete, operando direttamente sul territorio, in strade difficili, all’interno di case famiglia e comunità, privilegiando sempre l’incontro umano autentico, una prossimità tangibile, rispetto all’inevitabile complessità burocratica.
Come sottolinea Don Stefano Stimamiglio, direttore di Famiglia Cristiana, l’opera di Don Mazzi trascende la mera assistenza, rappresentando un esempio di pastorale incarnata, di presenza attiva e coraggiosa.
La presenza di Don Mazzi è stata costante e autorevole nelle pagine di Famiglia Cristiana per decenni.
Fin da giovane, il sacerdote ha orientato la sua vocazione verso la guida di centri educativi e parrocchie situate nelle periferie urbane, luoghi spesso dimenticati.
La sua visione profetica emerse negli anni ’70, di fronte alla drammatica escalation del fenomeno della tossicodipendenza al Parco Lambro di Milano.
Fu in quel contesto di profonda crisi sociale che germogliò l’intuizione di Exodus, una rete di comunità innovative, oggi punto di riferimento per migliaia di giovani vulnerabili, un modello di inclusione e riscatto.
Il tributo di Famiglia Cristiana non si limita al riconoscimento della sua opera, ma celebra la sua voce, diretta e popolare, che ha affrontato temi scomodi, spesso ignorati dal dibattito pubblico: dalle dipendenze alla crisi educativa, dalla fragilità delle famiglie alle solitudini metropolitane.
Per la sua capacità di rompere gli schemi, di parlare con la concretezza della gente, senza compromessi, sempre a difesa dei più deboli, Don Mazzi incarna un messaggio di speranza e di possibilità.
La sua testimonianza potente dimostra che il recupero è possibile, che la dignità umana prevale sui pregiudizi e che ogni giovane, per quanto provato, può trovare una seconda possibilità.
La sua vita è un inno alla resilienza, un monito a non arrendersi mai di fronte alla sofferenza umana e un invito a riscoprire il valore inestimabile di ogni singolo essere.

