La 43ª edizione del Premio Letterario Gambrinus Mazzotti si è conclusa celebrando la ricchezza e la complessità del nostro tempo attraverso una selezione di opere che esplorano le profondità dell’esperienza umana e del territorio italiano.
Un riconoscimento che, anno dopo anno, si conferma punto di riferimento per la promozione di voci originali e per l’illuminazione di temi cruciali, dal rapporto con la montagna alla salvaguardia della memoria storica, dalla riscoperta delle tradizioni culinarie all’indagine sulle identità regionali.
Il panorama dei vincitori riflette questa pluralità di prospettive.
Paolo Paci, giornalista e scalatore, con “La montagna delle illusioni”, si aggiudica il premio per la sezione “Montagna, cultura e civiltà”, offrendo un’analisi lucida e appassionata del legame tra uomo e natura, interrogandosi sulle promesse e le disillusioni che l’ascesa verso le cime può suscitare.
Marzio G.
Mian, con “Volga Blu.
Viaggio nel cuore della Russia” (Gramma Feltrinelli), conquista la sezione “Esplorazione viaggi”, trasportando il lettore in un itinerario geografico e culturale attraverso le terre mistiche dell’Est, dove storia e folklore si intrecciano in un mosaico affascinante.
Ermanno Orlando, docente di storia medievale, con “Le Venezie di Marco Polo” (Il Mulino), illumina un capitolo fondamentale della storia italiana, ricostruendo il contesto culturale e geografico che ha generato uno dei più grandi viaggiatori di tutti i tempi.
Un riconoscimento speciale, il premio “Ulderico Bernardi”, è stato assegnato a Kapka Kassabova per “Anima.
Una pastorale selvaggia” (Crocetti), un’opera che, attraverso un linguaggio evocativo e potente, esplora le ferite del passato e la resilienza di una comunità alle prese con i propri demoni.
Il premio, istituito in memoria di Adriano Zanotto, figura chiave nella storia del Gambrinus Mazzotti, è andato a Zaira Zarotti per “Venezia tra cucina e atelier.
Ricette tramandate per artisti e cuochi appassionati” (Edizioni Elzeviro), un omaggio alla tradizione culinaria veneziana, intesa come espressione di creatività e di legame con il territorio.
La giuria, presieduta da Angelo Squizzato, ha vagliato un numero considerevole di candidature – ben 88 opere provenienti da 60 case editrici – sottolineando l’importanza del Premio come piattaforma per la valorizzazione della cultura italiana e per l’analisi dei temi più rilevanti del nostro tempo: la crisi ambientale, la ricerca di nuove forme di sviluppo sostenibile, la riscoperta del patrimonio artigianale e la salvaguardia delle identità regionali.
La cerimonia di premiazione, dopo un periodo ospitato a Treviso, ritorna a San Polo di Piave, cuore pulsante della comunità che ha dato i natali al Premio, per celebrare la letteratura e la cultura come strumenti di conoscenza e di crescita collettiva.







