Il percorso di sviluppo della Zona Economica Speciale Unica (Zes) rappresenta un’occasione strategica per le regioni centrali italiane, e in particolare per le Marche e l’Umbria, recentemente integrate in questa cornice innovativa.
La Cisl Marche, attraverso il suo segretario generale Marco Ferracuti, esprime un giudizio positivo sull’avvio di un dialogo strutturato con la Regione, incarnato dall’impegno dell’assessore Bugaro a instaurare un confronto continuo e trasparente con le organizzazioni sindacali.
Questo approccio collaborativo si rivela cruciale per massimizzare i benefici derivanti dall’adesione alla Zes.
L’imminente costituzione del Tavolo regionale per la politica industriale e manifatturiera, fissata per il 27 gennaio, segna un punto di svolta.
Non si tratta semplicemente di una formalità burocratica, ma di un’occasione per avviare una riflessione approfondita e condivisa.
L’obiettivo primario deve essere il rafforzamento della competitività del tessuto imprenditoriale marchigiano, non come fine a sé stesso, ma come leva per migliorare significativamente le condizioni di lavoro e il benessere dei lavoratori.
L’ingresso delle Marche nella Zes Unica impone una revisione attenta e proattiva delle politiche regionali.
È necessario superare una visione miope e settoriale, abbracciando un approccio sistemico che consideri la Zes come un ecosistema complesso, in cui l’innovazione tecnologica, la sostenibilità ambientale, la formazione professionale e la creazione di occupazione di qualità sono elementi interconnessi e imprescindibili.
La presenza di Giosi Romano, coordinatore nazionale della Zes, all’interno del Tavolo regionale, amplifica le potenzialità di questo confronto, apportando competenze e prospettive a livello nazionale.
La Cisl, forte della sua tradizione di rappresentanza e di tutela dei diritti dei lavoratori, si impegna a partecipare attivamente al Tavolo regionale, proponendo soluzioni concrete e costruttive.
L’ambizione non è solo quella di ottimizzare le opportunità offerte dalla Zes, ma di contribuire a un progetto di sviluppo più ampio e duraturo per le Marche.
Si tratta di restituire alla regione il ruolo di motore economico e sociale che le appartiene, generando occupazione stabile e di qualità, riducendo le disparità territoriali e promuovendo un modello di crescita inclusivo e sostenibile, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030.
L’auspicio è che la Zes possa fungere da catalizzatore per una trasformazione profonda e positiva del territorio, segnando una nuova fase di prosperità e benessere per tutti i cittadini marchigiani.









