Trieste si desta sotto l’implacabile abbraccio della Bora, un vento di est-nord-est che si è fatto sentire con insistenza finanche alla notte precedente e che, secondo le proiezioni meteorologiche, manterrà la sua forza per diverse ore, forse estendendosi fino alla giornata successiva.
La costa, in particolare, si configura come il fronte di impatto primario per questa fenomenologia atmosferica.
La Bora non si manifesta come un semplice soffio: è un evento meteorologico complesso, un’interazione dinamica tra l’aria fredda e densa proveniente dalle pianure balcaniche e l’aria più mite proveniente dall’Adriatico.
La sua velocità, spesso superiore ai 100 km/h, e talora raggiungendo picchi di 120 km/h, è determinata dalla differenza di pressione e dalla geografia del territorio, un bacino che amplifica e canalizza le correnti.
L’arrivo della Bora è inequivocabilmente collegato a un peggioramento delle condizioni meteorologiche generali.
Oltre al vento impetuoso, si verificano precipitazioni, a volte sotto forma di pioggia persistente, che contribuiscono a un significativo calo delle temperature.
Questo impatto termico si estende non solo all’area urbana, ma si propaga anche alle zone montane circostanti, dove le temperature già rigide subiscono un’ulteriore, brusca diminuzione.
Le conseguenze di un vento di tale intensità sono prevedibili e, purtroppo, abituali per chi vive a Trieste.
I disagi sono molteplici: dehors e strutture esterne di bar e ristoranti vengono sradicati, scooter e motociclette, spesso parcheggiate in maniera non protetta, rischiano danni.
La prudenza adottata nei cantieri, con materiali adeguatamente fissati, minimizza i rischi strutturali, tuttavia, la forza della Bora si abbatte su elementi più leggeri e decorativi, strappando via addobbi natalizi da abitazioni e esercizi commerciali, testimoniando la sua potenza distruttiva.
La Bora, tuttavia, non è solo un fenomeno dirompente.
Fa parte dell’identità di Trieste, un elemento caratterizzante del suo paesaggio e della sua cultura.
Per secoli, ha plasmato le abitudini, le costruzioni e il carattere dei suoi abitanti, che hanno imparato a conviverci e ad adattarsi alle sue sfide.
È un vento che racconta storie di resilienza e di profonda connessione con la natura, un vento che, pur con la sua forza, è parte integrante della vita triestina.






