Il Progetto Donna Difesa, un’iniziativa nata con una profonda impronta sociale e un forte spirito di solidarietà, si rinnova per il 2026, con l’obiettivo primario di contrastare la violenza di genere attraverso l’empowerment femminile.
Promosso dall’Associazione Sportiva Dilettantistica Budo Piceno, in sinergia con la Polizia di Stato – Questura di Ascoli Piceno, il progetto mira a fornire alle donne gli strumenti pratici e le conoscenze necessarie per navigare in un contesto sociale spesso segnato da dinamiche di potere ineguali e comportamenti aggressivi.
L’approccio del Progetto Donna Difesa si fonda sulla convinzione che la sicurezza non sia solo assenza di pericolo, ma anche consapevolezza, fiducia in sé stesse e capacità di reazione appropriata.
Il percorso formativo non si limita all’acquisizione di tecniche di autodifesa fisica – basate sui principi del Difesa Personale Mga Fijlkam, un sistema riconosciuto a livello nazionale – ma integra una componente cruciale di educazione giuridica e psicologica.
Le lezioni, condotte da Giuseppe Marcheggiani, esperto di Difesa Personale e dipendente della Questura, si svolgeranno ogni mercoledì sera presso la Palestra di Atletica Pesante in via de Dominicis, creando un ambiente sicuro e stimolante per la condivisione di esperienze e il rafforzamento dei legami tra le partecipanti.
L’attività sportiva, oltre a promuovere il benessere fisico, favorirà un senso di comunità e appartenenza, elementi fondamentali per contrastare l’isolamento e la vulnerabilità spesso vissuti dalle donne vittime o a rischio di violenza.
Un elemento distintivo del progetto è l’apporto di competenze specialistiche in ambiti cruciali come il diritto penale e la psicologia.
Il dirigente della Squadra Mobile Giovanni Fiorin offrirà una lezione frontale sulle disposizioni del codice rosso, le implicazioni dello stalking e le procedure di denuncia, fornendo ai partecipanti una chiara comprensione dei loro diritti e dei percorsi legali disponibili.
Michele Angelini, psicologo della Polizia di Stato proveniente dalla Questura di Ancona, affronterà la complessa tematica della psicologia dell’evento critico, analizzando le reazioni emotive, i meccanismi di coping e le strategie per gestire lo stress e il trauma.
Il Progetto Donna Difesa non è quindi solo un corso di autodifesa, ma un percorso di crescita personale e collettiva, volto a promuovere una cultura del rispetto, dell’uguaglianza e della prevenzione della violenza, rafforzando il tessuto sociale e restituendo alle donne la possibilità di vivere una vita libera da paura e oppressione.
L’iniziativa rappresenta un investimento nel capitale umano femminile, un atto di resilienza e un messaggio chiaro: la violenza non può rimanere impunita e le donne non sono sole.







