Piemonte, eccelle in sanità: analisi e margini di miglioramento.

Il Piemonte, nel contesto della performance regionale italiana in materia di sanità, si colloca in una posizione di rilievo, emergendo come un’area virtuosa nell’implementazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

Un’analisi recente, condotta dalla Fondazione Gimbe e basata sul disegno di legge che definisce i LEA, evidenzia come il Piemonte superi la media nazionale, con un punteggio complessivo di 270 punti contro una media nazionale di 226.
Questo dato, sebbene positivo, invita a una lettura più approfondita che consideri le dinamiche e le sfide specifiche del sistema sanitario regionale.

L’adozione del Nuovo Sistema di Garanzia (NSG) ha permesso una valutazione più articolata, suddividendo l’analisi in tre aree cruciali: prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera.
In ciascuna di queste aree, il Piemonte dimostra un impegno significativo nell’erogazione di servizi di qualità, pur segnalando margini di miglioramento rispetto ad alcune regioni leader.
Nello specifico, l’area della prevenzione, elemento fondamentale per la promozione della salute e la riduzione dei rischi, ottiene un punteggio di 93, un risultato incoraggiante se contestualizzato alla luce delle priorità nazionali.

Tuttavia, il distacco di 5 punti rispetto a Province Autonome come Trento e Veneto, che si attestano in prima posizione, suggerisce la necessità di potenziare ulteriormente le iniziative di screening, l’educazione sanitaria e la prevenzione delle malattie croniche.

Il confronto con Trento e Veneto, spesso considerate modelli di eccellenza in questo ambito, rappresenta un’opportunità per identificare best practices e implementarle a livello piemontese.

L’assistenza distrettuale, pilastro del sistema sanitario integrato e sempre più centrale per la gestione delle patologie croniche e la presa in carico del paziente a domicilio, registra un punteggio di 90.
Questo dato, sebbene positivo, evidenzia un gap di 6 punti rispetto al Veneto, che emerge come regione di riferimento per l’organizzazione e l’efficienza dei servizi territoriali.
Il potenziamento dell’assistenza distrettuale, attraverso l’incremento del personale, l’ammodernamento delle infrastrutture e l’integrazione con i servizi sociali, si configura come una priorità strategica per il futuro del sistema sanitario piemontese.
Infine, l’area ospedaliera, tradizionalmente centrale nell’offerta di servizi sanitari, ottiene un punteggio di 87, segnalando un distacco di 10 punti rispetto alla Provincia autonoma di Trento.
Questo risultato sottolinea la necessità di ottimizzare l’organizzazione dei percorsi diagnostico-terapeutici, migliorare l’efficienza delle risorse e garantire l’equità nell’accesso ai servizi specialistici.
L’innovazione tecnologica, la telemedicina e la collaborazione tra ospedali pubblici e privati potrebbero rappresentare leve importanti per colmare questo divario e potenziare l’offerta di servizi ospedalieri.
In conclusione, il Piemonte si conferma una regione impegnata nell’erogazione di servizi sanitari di qualità, superando la media nazionale nell’implementazione dei LEA.
Tuttavia, l’analisi comparativa con le regioni leader evidenzia aree di miglioramento che richiedono investimenti mirati, innovazione e una costante attenzione alla centralità del paziente e alle sue esigenze.

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