Il Trentino si conferma un baluardo nazionale nella gestione integrata dei rifiuti urbani, un modello di sostenibilità che trascende la mera raccolta differenziata.
Legambiente, attraverso il “Dossier Comuni Ricicloni Trentino 2025”, attesta un livello di virtuosismo ambientale diffuso, con 107 comuni – su 166 analizzati – che superano ampiamente la soglia del 65% nella raccolta differenziata, un dato che ne certifica l’eccellenza.
La performance provinciale si traduce in una media complessiva di raccolta differenziata pari all’82,7%, un risultato che, unitamente ad una produzione indifferenziata contenuta (87,5 kg per abitante), posiziona il Trentino tra le realtà più avanzate a livello nazionale.
Questo successo non è casuale, ma il frutto di una strategia articolata che coinvolge enti locali, gestori del servizio e cittadini, promuovendo una cultura della responsabilità ambientale.
Un elemento cruciale è rappresentato dalla diffusione di pratiche virtuose: ben il 64,5% dei comuni trentini si qualifica come “Rifiuti Free”, una testimonianza di un approccio olistico che va oltre la semplice conformità normativa.
L’impegno dei gestori della raccolta, tutti con medie superiori al 65% e cinque di questi in grado di contenere il rifiuto residuo sotto i 75 kg pro-capite, rafforza ulteriormente questo quadro positivo.
Seppur una minima parte della popolazione (lo 0,6%) non raggiunge ancora l’obiettivo del 65%, l’impegno costante verso il miglioramento è evidente, con ben 24 comuni che superano il 90%, inclusi centri importanti come Pergine Valsugana e Levico Terme.
Questo dimostra che la sfida della sostenibilità è affrontata con determinazione anche in contesti territoriali complessi.
Alla luce di questi dati inequivocabili, l’attuale dibattito sull’opportunità di realizzare un inceneritore in provincia di Trento appare anacronistico e, per certi versi, contraddittorio.
Legambiente sottolinea con forza la necessità di orientare gli investimenti verso impianti di recupero di materia, che consentano di valorizzare i rifiuti come risorsa, promuovendo un’economia circolare e riducendo al minimo l’impatto ambientale.
L’approccio deve essere quello di trasformare lo scarto in opportunità, puntando sull’innovazione tecnologica e sulla sensibilizzazione dei cittadini.
Il Trentino ha la possibilità di consolidare la sua leadership, evitando scelte che ne comprometterebbero il percorso verso un futuro più sostenibile e resiliente.










