L’Arte della Raccolta Micologica: Sicurezza, Tradizione e Responsabilità nell’Emilia-RomagnaLa passione per la raccolta dei funghi, un’attività profondamente radicata nel tessuto culturale dell’Emilia-Romagna, si coniuga con un imperativo di sicurezza e sostenibilità.
La sesta puntata di “Senza Ricetta”, il format video dedicato alla prevenzione e alla salute promosso dalla Regione, offre una guida essenziale per chi desidera godere di questa attività nel rispetto della natura e della propria salute.
La raccolta micologica non è un semplice passatempo, ma un’arte che richiede una solida conoscenza della biodiversità fungina.
Silvio Cantori, ispettore micologo del Servizio Sanitario Regionale, sottolinea come la capacità di identificare correttamente le diverse specie sia cruciale per evitare rischi per la salute.
L’Emilia-Romagna, con la sua ricca varietà di habitat, ospita una vasta gamma di funghi, alcuni commestibili, altri potenzialmente tossici, che necessitano di un’attenta distinzione.
Il Regolamento Regionale disciplina l’accesso alla raccolta, richiedendo un tesserino con diverse opzioni di validità (giornaliera, settimanale, mensile o semestrale) per garantire un controllo e una gestione sostenibile delle risorse.
La raccolta deve avvenire manualmente, preservando l’integrità dell’ecosistema e rispettando le normative quantitative.
L’uso di sacchetti di plastica è assolutamente sconsigliato: la ventilazione è fondamentale per prevenire la proliferazione di muffe e batteri che possono compromettere la conservazione dei funghi.
I cesti di vimini o materiali traspiranti sono la scelta ideale.
La Regione Emilia-Romagna offre un supporto concreto ai raccoglitori attraverso gli ispettorati micologici delle Ausl, che rilasciano circa 1.000 certificazioni annuali per autoconsumo.
Questi servizi offrono consulenza e informazioni per l’identificazione sicura delle specie commestibili, promuovendo una cultura della raccolta consapevole.
La corretta conservazione e preparazione dei funghi rappresentano un ulteriore tassello fondamentale per la sicurezza alimentare.
Una volta a casa, è essenziale pulire accuratamente i funghi, conservarli in frigorifero a basse temperature e consumarli previa cottura adeguata, limitando le porzioni.
Particolari precauzioni sono necessarie per le categorie più vulnerabili: bambini, donne in gravidanza, anziani e persone affette da patologie preesistenti.
Le conserve casalinghe, in particolare quelle sott’olio, sono da evitare a causa del rischio di botulismo, un’intossicazione alimentare potenzialmente fatale.
Nonostante le misure di prevenzione, ogni anno si verificano in Emilia-Romagna tra i 50 e i 100 casi di intossicazioni da funghi, con un tasso di ricovero che raggiunge l’80%.
In caso di sospetti sintomi – nausea, vomito, dolori addominali, vertigini – è fondamentale rivolgersi immediatamente al pronto soccorso, portando con sé, se possibile, i residui dei funghi raccolti per l’analisi tossicologica.
Il video “Senza Ricetta” e la campagna regionale “Vai sul sicuro” offrono strumenti pratici e aggiornati per una raccolta sicura e responsabile.
L’Atlante dei funghi, disponibile sul portale AlimentieSalute, rappresenta una risorsa preziosa per l’identificazione delle diverse specie e la comprensione del loro habitat.
L’iniziativa si pone l’obiettivo di promuovere una cultura della raccolta micologica basata sulla conoscenza, il rispetto della natura e la tutela della salute pubblica.






