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Trentino: modello virtuoso per la spesa farmaceutica

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Svolta in Alto Adige: Consulente Radiato Confessa Truffe Bancarie

L’ammissione è sconvolgente: un ex consulente finanziario, radiato dall’albo e ora sotto inchiesta, ha confessato ai pubblici ministeri di Bolzano di aver sistematicamente manipolato le rendicontazioni destinate ai clienti della filiale altoatesina di un importante istituto bancario nazionale.
L’ammissione, resa durante un interrogatorio serrato, rivela una strategia deliberata volta a creare un’illusione di prosperità e stabilità finanziaria, celando dietro una facciata di successo un quadro ben più problematico.
L’uomo, accusato di truffa continuata e aggravata, furto pluriaggravato ai danni dell’istituto e intermediazione abusiva, ha descritto un sistema di alterazione dei dati volto a nascondere perdite reali e a gonfiare artificialmente i risultati degli investimenti.

La motivazione primaria, come emerso, era l’ottenimento di premi di produzione, incentivi economici legati alla performance percepita, e quindi, manipolata.

L’indagine, che si concentra sugli anni compresi tra il 2014 e il 2024, sta ora scavando a fondo nelle dinamiche interne all’istituto bancario.
I pubblici ministeri, attraverso l’audizione di dirigenti e ex dirigenti, mirano a ricostruire il quadro dei controlli interni, valutando se e come questi abbiano fallito nel rilevare le irregolarità.

L’obiettivo è stabilire se il comportamento fraudolento dell’ex consulente sia stato il risultato di un’azione isolata o se abbia potuto contare su una tolleranza, o addirittura una complicità, a livelli più alti dell’organizzazione.
Il danno economico, al momento stimato in diversi milioni di euro, rischia di avere ripercussioni significative sia per l’istituto di credito che per i clienti, molti dei quali, inconsapevoli della manipolazione, hanno preso decisioni di investimento basate su informazioni deliberatamente fuorvianti.

L’indagine si prefigge di quantificare precisamente l’entità delle perdite subite dai clienti e di accertare le responsabilità, non solo dell’ex consulente, ma anche di coloro che, a vario titolo, avrebbero dovuto garantirne la correttezza e la trasparenza delle attività.
Si pone, inoltre, la questione della verifica della robustezza dei sistemi di compliance dell’istituto e della necessità di revisioni più stringenti per prevenire il ripetersi di scenari simili in futuro, tutelando così la fiducia del pubblico nel sistema finanziario.

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