Il progetto FloraDiva, un’iniziativa del Muse di Trento, si configura come un’ambiziosa operazione di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio botanico, trascendendo i confini territoriali e proiettandosi in una prospettiva globale.
L’Herbarium Tridentium, cuore pulsante di questa impresa, con le sue quindici mila campioni vegetali, è attualmente impegnato in un delicato processo di digitalizzazione presso Firenze, un passaggio cruciale per garantirne la fruibilità e la conservazione a lungo termine.
FloraDiva non è semplicemente un’operazione di scansione e archiviazione; è un ecosistema di ricerca, innovazione e coinvolgimento comunitario.
La sua realizzazione beneficia del sostegno di partner strategici come la Fondazione Caritro e il Museo Civico di Rovereto, a testimonianza di un approccio collaborativo e multidisciplinare.
L’integrazione dell’intelligenza artificiale rappresenta un elemento distintivo, aprendo nuove frontiere nell’estrazione di informazioni dai campioni, nella classificazione automatica delle specie e nella ricostruzione di scenari ambientali storici.
L’elemento “crowdsourcing” è un elemento chiave: una volta digitalizzati, i campioni saranno messi a disposizione dei cittadini, trasformandoli in veri e propri co-ricercatori.
Questa partecipazione attiva stimola la curiosità, educa alla biodiversità e crea un legame emotivo con il patrimonio naturale.
L’obiettivo finale è la creazione di strumenti digitali interattivi, veri e propri portali virtuali che consentano a chiunque di esplorare la storia della botanica, di scoprire le relazioni tra scienza, cultura e ambiente, e di immergersi in un viaggio attraverso il tempo e lo spazio.
La crescente consapevolezza del valore delle collezioni di storia naturale, a livello mondiale, riflette una profonda riflessione sul ruolo che la scienza deve avere nella società contemporanea.
In Italia, numerosi musei stanno seguendo l’esempio del Muse di Trento, investendo nella digitalizzazione per creare banche dati accessibili, ricostruzioni virtuali e modelli tridimensionali, capaci di trasformare un oggetto fisico in un “gemello digitale”.
Questa evoluzione tecnologica non solo facilita la ricerca scientifica, ma apre anche nuove opportunità per l’educazione, la divulgazione e la conservazione del nostro patrimonio naturale, assicurando che la conoscenza accumulata nel corso dei secoli sia accessibile alle generazioni future.
FloraDiva si pone quindi come un modello di come l’innovazione tecnologica e il coinvolgimento comunitario possano convergere per preservare e celebrare la ricchezza della biodiversità vegetale del nostro pianeta.










