L’approvazione al Senato della riforma dello Statuto Speciale di Autonomia per il Trentino-Alto Adige/Südtirol rappresenta una pietra miliare nel percorso storico di questa regione, un evento celebrato con solennità e profonda riflessione.
Il Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, presente alla seduta, ha espresso la sua soddisfazione, sottolineando come questa riforma si inserisca in una continuità istituzionale radicata nel passato, caratterizzata da una negoziazione bilaterale con l’Austria, come sancito fin dall’origine dell’Autonomia.
La sessione parlamentare, preceduta da un minuto di silenzio in memoria del compianto senatore Roland Riz, ha rappresentato un momento di raccoglimento e di omaggio a una figura chiave nella storia politica trentina-altoatesina.
Gli interventi di Meinhard Durnwalder, Enrico Borghi, Michaela Biancofiore, Pierantonio Zanettin, Tatjana Rojc e Lucio Malan hanno ripercorso il suo contributo, evidenziando la sua dedizione alla tutela delle identità e delle specificità regionali.
Kompatscher ha esplicitamente collegato l’approvazione della riforma all’eredità di Riz, ricordando in particolare il suo ruolo determinante nell’ottenimento della “quietanza liberatoria”, un successo politico che ha segnato un punto di svolta nei rapporti tra la regione e lo Stato Italiano.
La riforma, approvata dal Consiglio dei Ministri il 12 giugno 2025, si pone come un intervento strutturale volto a compensare le limitazioni interpretative imposte dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale a seguito della riforma del Titolo V della Costituzione nel 2001.
Tale riforma, pur perseguendo l’obiettivo di un federalismo più definito, aveva in realtà eroso alcuni dei poteri e delle competenze originariamente riconosciuti alle Province Autonome, in particolare per quanto riguarda la legislazione e l’amministrazione.
L’obiettivo primario della revisione statutaria è, quindi, il ripristino di tali prerogative, conferendo alle due Province Autonome un ampliamento delle proprie competenze in settori strategici per lo sviluppo territoriale e la tutela delle peculiarità culturali e linguistiche.
Questo processo non si limita a una semplice restituzione di poteri, ma implica una ridefinizione dei rapporti tra la Regione e lo Stato, con l’introduzione di meccanismi di salvaguardia per garantire la stabilità e la continuità dell’Autonomia nel tempo.
La riforma, inoltre, sottolinea l’importanza del dialogo e della cooperazione tra l’Italia e l’Austria, ribadendo il carattere bilaterale che ha sempre contraddistinto la genesi e l’evoluzione dell’Autonomia trentino-altoatesina.
La trasmissione degli atti all’Austria rappresenta una formalità imprescindibile, ma anche un atto simbolico che testimonia l’impegno reciproco a preservare un modello istituzionale unico nel panorama italiano.
Ulteriori dettagli sui contenuti specifici della riforma sono disponibili sulle pagine web istituzionali dedicate, che offrono una panoramica completa delle modifiche apportate e delle implicazioni per il futuro della regione.










