L’Ulss 9 Scaligera introduce un’innovativa offerta di supporto psicosociale e ricostruttivo per donne che hanno affrontato interventi al seno, con l’implementazione della tecnica dell’areola tattoo, un approccio avanzato di dermopigmentazione tricologica.
Questa procedura, ben oltre una mera riqualificazione estetica, rappresenta un elemento cruciale nel percorso di recupero e reintegrazione della donna, agendo positivamente sulla percezione del proprio corpo, sull’autostima e sul benessere emotivo, spesso compromessi dalle conseguenze fisiche e psicologiche della mastectomia o di altre procedure chirurgiche conservative del seno.
L’iniziativa, concretizzata per la prima volta presso l’ospedale Fracastoro di San Bonifacio (Verona), riflette un approccio olistico alla cura, in linea con le moderne evidenze scientifiche che sottolineano l’importanza di un supporto integrato per le pazienti oncologiche.
Il servizio è erogato dall’Unità Operativa Semplice Dipartimentale di Chirurgia Senologica, con personale sanitario specificatamente formato attraverso corsi specialistici, garantendo competenze e sensibilità adeguate per affrontare le delicate esigenze delle pazienti.
La tecnica consiste nella creazione di un complesso areola-capezzolo tridimensionale attraverso dermopigmentazione avanzata, o nel completamento di ricostruzioni preesistenti.
L’obiettivo è ottenere un risultato cromatico e morfologico il più possibile aderente all’areola controlaterale, riducendo così la disarmonia e favorendo un senso di completezza.
Contrariamente ad altre procedure estetiche, l’areola tattoo può essere eseguita in regime ambulatoriale, spesso senza la necessità di anestesia, e con l’utilizzo di pigmenti dermatologicamente certificati e biocompatibili.
La durata di ogni seduta è di circa un’ora, seguita da un ritocco a distanza di 30-40 giorni per stabilizzare il colore, che tende a schiarirsi inizialmente.
Il servizio è finanziato dal Sistema Sanitario Nazionale, riconoscendone il valore intrinseco non solo in termini di riabilitazione fisica, ma anche per il contributo significativo alla qualità della vita della donna.
Questa scelta strategica sottolinea l’impegno del territorio nel garantire un percorso di cura completo e personalizzato, che tenga conto delle esigenze emotive e psicologiche della paziente.
I dati preliminari, relativi al 2025, evidenziano una significativa attività dell’Unità Operativa di San Bonifacio, con circa 300 interventi complessivi, di cui 216 per prima neoplasia mammaria e 40 dedicati alla ricostruzione secondaria.
Circa trenta donne all’anno beneficiano di questo intervento, rappresentando un importante tassello nell’offerta di servizi oncologici e di supporto psicosociale per le donne della provincia di Verona.
L’accessibilità a questa procedura, a carico del sistema sanitario, testimonia l’evoluzione del paradigma assistenziale verso un modello centrato sulla persona, che valorizza la sua dignità e il suo benessere a 360 gradi.







