Il 2026 si presenta come un anno cruciale, un bivio strategico per le Marche e per l’Italia nel suo complesso.
L’esigenza di una ripresa, di un nuovo slancio, emerge con forza, delineando un percorso costellato di nodi cruciali: il referendum imminente, le elezioni amministrative e, soprattutto, la necessità imprescindibile di delineare un’alternativa governativa solida e credibile in vista delle successive elezioni politiche nazionali.
Queste parole, pronunciate dall’europarlamentare dem Matteo Ricci durante l’incontro “L’Europa, l’Italia e le sfide del nuovo anno” tenutosi a Pesaro, incarnano un sentimento diffuso e una consapevolezza urgente.
L’anno appena concluso, segnato dalla recente battuta d’arresto elettorale regionale, ha lasciato un’eredità di riflessioni e la responsabilità di rappresentare un elettorato marchigiano numeroso, composto da 280.000 cittadini.
La sconfitta, pur dolorosa, non deve spegnere l’entusiasmo o l’impegno, ma piuttosto alimentare una rinnovata determinazione.
La lezione fondamentale della politica, e della vita stessa, risiede nella capacità di trasformare le delusioni in trampolini di lancio, di rialzarsi con ancora maggiore convinzione e di perseguire le proprie idee e progetti con rinnovato vigore.
L’incontro di Pesaro ha rappresentato una giornata di bilancio e di proiezione futura, un momento per analizzare il complesso scenario geopolitico e le sue implicazioni per l’Italia.
Si è discusso a fondo delle dinamiche europee, con particolare attenzione alle sfide economiche che affliggono il Paese, dalla gestione del debito pubblico all’inflazione, passando per le disuguaglianze sociali e la necessità di investimenti mirati in settori strategici come la transizione ecologica e la digitalizzazione.
Ma l’analisi non si è limitata al quadro nazionale.
Sono state affrontate anche le problematiche specifiche del territorio marchigiano, con un focus sullo sviluppo infrastrutturale, la valorizzazione del patrimonio culturale e la promozione del turismo sostenibile.
Si è sottolineata l’importanza di rafforzare il legame con le comunità locali, ascoltando le loro esigenze e coinvolgendole attivamente nel processo decisionale.
In definitiva, l’evento di Pesaro ha sancito un nuovo inizio, un punto di partenza per affrontare le sfide del 2026 con spirito di iniziativa, apertura al dialogo e una visione chiara del futuro che si desidera costruire.
Un futuro che non può prescindere da una politica inclusiva, orientata al bene comune e capace di rispondere alle aspettative di una cittadinanza consapevole e partecipe.







