La recente ondata di freddo ha amplificato una problematica strutturale che affligge il sistema scolastico trentino: la precaria condizione degli edifici e degli impianti.
Segnalazioni di temperature al di sotto della soglia minima in aula, come testimoniato dalla consigliera comunale Giulia Bortolotti, docente presso il liceo scientifico Da Vinci, hanno costretto a trasferire lezioni in altre aree dell’istituto, evidenziando una criticità diffusa che va al di là di un singolo episodio.
La situazione, lungi dall’essere un’emergenza improvvisa, è il risultato di anni di sottovalutazione e di scelte prioritarie discutibili, che hanno visto ingenti risorse finanziarie destinate a progetti di portata nazionale o locale, spesso di dubbia utilità sociale, a scapito del mantenimento e dell’ammodernamento delle infrastrutture scolastiche.
La polemica sollevata dalla consigliera Bortolotti punta il dito contro una gestione delle risorse pubbliche che sembra privilegiare opere spettacolari, come il trampolino di Predazzo, il “pozzo senza fondo” delle Olimpiadi invernali, o il progetto per i campi da calcio nell’area San Vincenzo, e ancora la funivia del Bondone, opere il cui costo complessivo avrebbe potuto finanziare un programma di efficientamento energetico e ristrutturazione di numerosi edifici scolastici.
Questo squilibrio, percepito come una priorità invertita, genera frustrazione e sgomento tra il corpo docente e le famiglie, che vedono negata, in maniera concreta, una condizione di dignità e sicurezza per i propri figli.
L’assessora all’istruzione Francesca Gerosa, pur riconoscendo la gravità della situazione, sottolinea l’impegno dell’amministrazione provinciale nell’affrontare il problema.
Le dinamiche che hanno portato a queste difficoltà sono variegate: dalle problematiche legate allo spegnimento degli impianti durante le vacanze, come nel caso del Rosmini, a rotture improvvise che richiedono interventi urgenti.
Tuttavia, l’amministrazione si dichiara pronta a implementare un piano di interventi significativi, con una dotazione finanziaria di 100 milioni di euro specificamente destinata all’edilizia scolastica delle scuole superiori.
Il processo di analisi dei fabbisogni, in collaborazione con Apop e il Dipartimento Istruzione, si concluderà entro la fine di febbraio-inizio marzo, e sarà seguito da una programmazione degli interventi che non si limiterà alla sola efficienza del riscaldamento, ma abbraccerà un approccio più ampio, finalizzato all’efficientamento energetico complessivo degli edifici, alla sostituzione dei serramenti, all’ampliamento degli spazi e all’ammodernamento degli ambienti scolastici.
La definizione delle priorità, in coordinamento con il Presidente della Provincia, avverrà attraverso una programmazione pluriennale, mirando a una trasformazione profonda e duratura del patrimonio edilizio scolastico trentino, per garantire un ambiente di apprendimento sicuro, confortevole e all’altezza delle esigenze del XXI secolo.
Si auspica che questa iniziativa rappresenti un punto di svolta, segnando la fine di un approccio miope e la nascita di una politica scolastica lungimirante, che metta al centro il benessere e la formazione delle nuove generazioni.










