Questa sera, nel cuore pulsante della comunità cittadina, si è celebrato un riconoscimento speciale: il titolo di Cittadino dell’Anno conferito a Renzo Caramaschi, figura emblematica del panorama amministrativo locale.
La cerimonia, tenutasi nella storica sede di Piazza Municipio, ha rappresentato non solo un momento di festeggiamento, ma un’occasione di riflessione sul significato del servizio pubblico e sul valore della leadership resiliente.
La laudatio, magistralmente tracciata dal giornalista Alberto Faustini, ha dipinto il ritratto di un uomo complesso, un sindaco anticonformista e profondamente radicato nel territorio.
Faustini ha sottolineato come Caramaschi, spesso percepito come un “solitario”, un individuo che si muove al di fuori delle logiche consolidate, abbia progressivamente sviluppato un’abilità nella mediazione, un’arte appresa con fatica, in un percorso che lo ha visto confrontarsi con le dinamiche della politica istituzionale.
La sua avversione per le formalità e i rituali, spesso visti come un inutile dispendio di energie, ha contribuito a forgiare un’immagine di autenticità e concretezza.
Faustini ha utilizzato l’immagine del “sindaco con le scarpe impolverate” per descrivere Caramaschi: un amministratore che ha scelto la via più ardua, quella del governo responsabile, evitando il fascino delle soluzioni immediate e preferendo la laboriosità del confronto e della negoziazione.
Un leader capace di navigare le complessità di una città multiforme, dove coesistono identità, idiomi e interessi divergenti, con un lessico preciso e attento alla responsabilità che la sua carica comportava.
Il momento più delicato e cruciale del suo mandato è stato, senza dubbio, la gestione della pandemia.
Un periodo storico che ha messo a dura prova la resilienza e la capacità di risposta dell’intera comunità.
Caramaschi, in quegli anni, ha agito con pragmatismo, senza cercare facili consensi attraverso gesti eclatanti, ma con la consapevolezza del peso immenso che gravava sulle sue spalle.
La sua leadership si è manifestata nella capacità di coordinare le istituzioni, nell’attenzione al tessuto sociale e nell’ascolto delle fragilità, dimostrando un impegno profondo nei confronti della collettività.
Come ha osservato il giornalista, governare in assenza di una mappa, in un contesto di incertezza e di emergenza, richiede un coraggio e una determinazione fuori dal comune.
Per questo, il premio conferito a Renzo Caramaschi è stato definito non come una semplice onorificenza, ma come una stretta di mano collettiva, un gesto di riconoscimento e di gratitudine nei confronti di un uomo che ha saputo servire la sua città con dedizione e umanità.
Un riconoscimento che va al di là del singolo individuo e che celebra i valori di responsabilità, resilienza e servizio pubblico che costituiscono il fondamento di una comunità coesa e prospera.










