L’incremento dei tentativi di frode che colpiscono la popolazione trentina ha determinato un rafforzamento della vigilanza da parte dell’Assessorato Provinciale alla Sanità e dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata del Trentino (Azienda Sanitaria Integrata, Apss), che ha riaffermato l’importanza di una maggiore consapevolezza nei confronti dei messaggi di natura sospetta recapitati via SMS.
La crescente sofisticazione delle tecniche di inganno richiede un’attenzione costante e un’informazione precisa, soprattutto in un contesto in cui i servizi sanitari digitali sono sempre più diffusi.
Le segnalazioni ricevute indicano che i messaggi, presentati come provenienti da “Cup Info”, tentano di indurre i destinatari a contattare immediatamente gli uffici CUP (Centralino Unico Prenotazioni) per ricevere “informazioni importanti”.
L’apparente ufficialità del mittente e l’urgenza percepita nel messaggio sono elementi chiave utilizzati per aggirare lo scetticismo e convincere le vittime a compiere azioni potenzialmente dannose.
La variabilità dei numeri di telefono utilizzati per l’invio, e in particolare l’insistenza nell’indicare numeri che iniziano con la prefisso “89”, rappresentano un campanello d’allarme: queste combinazioni sono spesso associate a servizi premium a pagamento, che possono generare costi elevati per l’utente ignaro.
Sia l’ASUIT (Agenzia per i Servizi di Utilità per l’Industria e il Territorio) che il servizio di prenotazioni CUP Trentino si distanziano categoricamente da queste attività fraudolente, ribadendo con forza che non sono in alcun modo responsabili dell’invio di tali messaggi.
L’invito rivolto alla cittadinanza è quello di mantenere un sano scetticismo, non rispondere ai messaggi sospetti e, soprattutto, astenersi dal contattare i numeri di telefono indicati.
La segnalazione di questi episodi alle autorità competenti, quali le forze dell’ordine, rappresenta un passo fondamentale per contrastare efficacemente questa ondata di truffe e tutelare la sicurezza dei cittadini.
È fondamentale promuovere una cultura della sicurezza digitale, incoraggiando la verifica indipendente delle informazioni ricevute e la condivisione di queste consapevolezze con familiari e amici, specialmente con coloro che potrebbero essere più vulnerabili a queste manipolazioni.
La collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine e cittadini è essenziale per arginare questo fenomeno e preservare la fiducia nei servizi sanitari digitali.







