La crescente preoccupazione per la salvaguardia del sistema agroalimentare europeo e la tutela della salute dei consumatori ha portato Coldiretti Trentino Alto Adige a sollevare un allarme urgente, manifestando a Strasburgo in un corteo congiunto a rappresentanti di altre nazioni europee.
La protesta, che ha visto la partecipazione del presidente Gianluca Barbacovi, del direttore Enzo Bottos e dei vertici nazionali di Coldiretti, insieme agli agricoltori francesi della Fnsea, mira a ristabilire un quadro normativo equo e trasparente per le importazioni alimentari.
L’istanza centrale è quella di applicare in maniera uniforme gli standard europei a tutti i prodotti destinati al mercato comunitario, indipendentemente dalla loro provenienza.
Attualmente, un sistema di controlli insufficiente, con una verifica fisica che interessa solo una minima parte (3%) delle merci importate, espone il sistema agroalimentare europeo a pratiche commerciali sleali e potenziali rischi sanitari.
La situazione è esacerbata dalla percezione di un’imposizione ideologica dall’alto, che rischia di compromettere la sovranità alimentare del continente, come denunciato in un comunicato con toni forti nei confronti della Commissione Europea e della sua Presidente.
L’appello di Coldiretti Trentino Alto Adige va oltre un semplice aumento dei controlli.
Si richiede una totale trasparenza sull’origine dei prodotti, con l’introduzione di un’etichettatura obbligatoria e dettagliata.
Parallelamente, si chiede l’abbandono del sistema del codice doganale dell’ultima trasformazione, una pratica considerata ingannevole che vela la vera origine dei prodotti e ostacola la reale comprensione da parte del consumatore.
L’accordo Mercosur rappresenta, secondo Coldiretti, un campanello d’allarme, un esempio emblematico di negoziati commerciali sbilanciati, che favoriscono importazioni senza reciprocità e senza adeguate garanzie in termini di sicurezza sanitaria e ambientale.
Si teme che questo accordo possa aprire la strada a trattati ancora più pericolosi, che compromettano la vitalità del settore agricolo europeo e la qualità del cibo che giunge sulle tavole dei cittadini.
Il presidente Barbacovi, con una metafora cruda e impattante, ha descritto la situazione come una “porta degli inferi”, riferendosi al porto di Rotterdam, punto di ingresso di prodotti di dubbia provenienza e qualità.
L’obiettivo è garantire la piena tracciabilità di tutte le importazioni, assicurando che i consumatori siano informati e protetti da pratiche commerciali scorrette e potenzialmente dannose.
Si tratta di un appello urgente per un’agricoltura europea forte, sostenibile e al servizio della salute pubblica.










