Nel corso della mattinata di ieri, un’operazione congiunta dei Carabinieri delle Stazioni di Pergine Valsugana, Sant’Orsola Terme e del Nucleo Operativo e Radiomobile di Borgo Valsugana ha portato al fermo d’indiziato di delitto di tre cittadini marocchini, caratterizzati da precedenti penali e una posizione irregolare nel territorio nazionale.
L’azione, frutto di un’intensa attività di prevenzione e repressione del crimine, si è concretizzata in seguito a una serie di episodi che hanno colpito esercizi commerciali della zona, evidenziando una escalation di violenza e una pianificazione criminale.
L’indagine ha preso avvio in seguito all’attivazione di un sistema di allarme presso un ristorante di Cirè, che aveva subito un furto di circa 400 euro.
L’intervento tempestivo dei militari, guidati dalla Centrale Operativa della Compagnia di Borgo Valsugana, ha innescato una ricerca serrata che, attraverso un’efficace strategia di copertura del territorio, ha permesso di individuare i sospettati nelle prime ore del mattino, in prossimità di un terreno agricolo.
Il ritrovamento della refurtiva, che includeva una somma di circa 500 euro in contanti, due telefoni cellulari, una bottiglia di superalcolico e una quantità di cocaina pari a 1 grammo, ha confermato il coinvolgimento dei tre individui.
Particolarmente significativa è stata la scoperta di attrezzi da scasso, tra cui una spranga di ferro abilmente celata all’interno di un ombrello, che suggerisce un’organizzazione e una preparazione nel compiere le azioni criminali.
Durante le perquisizioni personali, i militari hanno rinvenuto anche diversi gioielli in oro, la cui provenienza i fermati non sono stati in grado di giustificare, comportando il loro sequestro per successive verifiche e accertamenti.
Questi elementi, unitamente all’analisi delle immagini di videosorveglianza delle attività danneggiate, hanno rivelato che i tre individui avevano agito in concorso, adottando una metodologia precisa e reiterata.
Le indagini hanno poi esteso la ricostruzione degli eventi, accertando la responsabilità dei tre fermati anche in un furto ad un altro ristorante e in un tentativo di effrazione ad una farmacia, avvenuti in tempi ravvicinati e con modalità simili.
L’efficacia dell’azione investigativa ha permesso di collegare i tre episodi, delineando un quadro di attività criminale organizzata e premeditata.
A seguito degli accertamenti e della comunicazione al Magistrato di turno della Procura distrettuale della Repubblica di Trento, i tre fermati sono stati tradotti presso la Casa circondariale di Spini di Gardolo, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa dei successivi sviluppi del procedimento penale.
L’operazione sottolinea l’importanza della collaborazione tra le diverse articolazioni dell’Arma dei Carabinieri e l’impegno costante nel contrasto alla criminalità e nella tutela della sicurezza dei cittadini.








