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sabato 21 Febbraio 2026

Italia-Serbia: Ripartono le esportazioni di carne suina.

Dopo un periodo di sospensione che ha pesato significativamente sulle relazioni commerciali bilaterali, Italia e Serbia hanno siglato un accordo cruciale per la ripresa delle esportazioni di carne suina e dei suoi derivati.
La riapertura, formalizzata attraverso la definizione di nuovi e rigorosi protocolli sanitari, rappresenta un passo importante per il settore agroalimentare italiano e per l’economia serba, aprendo nuove opportunità di crescita e collaborazione.
Il blocco commerciale, imposto dalla Serbia nel 2022, era stato una diretta conseguenza della comparsa di focolai di Peste Suina Africana (PSA) in diverse aree italiane.

La PSA, una malattia virale altamente contagiosa e devastante per i suini, ha impattato gravemente la produzione e ha generato timori diffusi per la sicurezza alimentare.
L’interruzione delle esportazioni ha comportato perdite economiche consistenti per gli allevatori italiani e per le aziende di trasformazione, oltre a creare tensioni nelle relazioni diplomatiche.
L’accordo raggiunto segna il culmine di un intenso lavoro di negoziazione e di condivisione di informazioni tra le autorità competenti di entrambi i paesi.
Il nuovo sistema di certificati sanitari, frutto di un dialogo costruttivo e di un approccio scientifico condiviso, introduce controlli e procedure più stringenti per garantire la tracciabilità e la sicurezza dei prodotti esportati.
Questi includono, ad esempio, protocolli più dettagliati sulla provenienza degli animali, sui metodi di allevamento e sui processi di macellazione e trasformazione.

La ripresa delle esportazioni non è solo un’opportunità economica, ma anche un segnale di fiducia nella capacità dell’Italia di gestire efficacemente i focolai di PSA e di proteggere la salute pubblica.
L’accordo sottolinea l’importanza della cooperazione internazionale nella gestione delle emergenze sanitarie veterinarie e nell’assicurare la sicurezza degli approvvigionamenti alimentari.
Tuttavia, è fondamentale sottolineare che l’accordo non rappresenta la fine delle sfide.
La PSA rimane una minaccia globale, e la vigilanza costante e l’implementazione rigorosa delle misure di biosicurezza sono essenziali per prevenire nuovi focolai.

L’Italia, in particolare, dovrà continuare a investire in ricerca e sviluppo per migliorare i metodi di diagnosi e di controllo della malattia, nonché per sviluppare vaccini efficaci.
La ripresa del commercio tra Italia e Serbia offre una piattaforma per rafforzare ulteriormente le relazioni bilaterali, non solo nel settore agroalimentare, ma anche in altri ambiti di interesse comune.

L’esperienza maturata nella gestione della PSA può contribuire a rafforzare la resilienza del settore alimentare europeo e a promuovere una filiera più sostenibile e trasparente.
Il successo di questa ripresa dipenderà dalla continua collaborazione e dalla fiducia reciproca tra le parti coinvolte.

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