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sabato 21 Febbraio 2026

Trattato BBNJ: svolta storica per la gestione degli oceani globali

Dopo un ventennio di complesse trattative, entra in vigore un accordo storico, il Trattato sulla Biodiversità Marina in Aree al di Là della Giurisdizione Nazionale (BBNJ), segnando un punto di svolta nella gestione delle risorse oceaniche globali.
Questa convenzione, sostenuta dalla FAO e ratificata da 145 nazioni, si applica a quasi il 45% degli oceani terrestri, un dominio vastissimo e cruciale per la salute del pianeta e per la sussistenza di milioni di persone.

L’importanza di questo accordo risiede nella sua capacità di colmare un vuoto legislativo di dimensioni planetarie.
Fino ad oggi, queste aree, prive di una governance efficace, sono state oggetto di sfruttamento spesso indiscriminato, con un impatto devastante sulla biodiversità e sugli equilibri ecologici.
Ogni anno, circa 11 milioni di tonnellate di specie marine, tra cui tonni, palamite e pesci spada, vengono prelevate da questi ecosistemi, spesso in modo insostenibile.

Il Trattato BBNJ non si limita a regolamentare la pesca.

Affronta una gamma di sfide interconnesse, tra cui la gestione delle risorse genetiche marine, la pianificazione territoriale, la valutazione rigorosa degli impatti ambientali derivanti da attività umane, lo sviluppo di capacità locali e il trasferimento di tecnologie avanzate.
Questo approccio olistico riconosce che la salute degli oceani dipende da un’azione coordinata e integrata.

La sua implementazione richiede un’armonizzazione con i quadri normativi esistenti che regolano la navigazione, l’attività mineraria sottomarina, la ricerca scientifica e altre attività umane nelle acque internazionali.

La FAO, con la sua pluridecennale esperienza nella gestione delle risorse ittiche e nella conservazione della biodiversità marina, assume un ruolo cruciale come partner nell’attuazione dell’accordo.
L’efficacia del Trattato BBNJ sarà misurata dalla sua capacità di promuovere una pesca sostenibile, proteggere gli habitat vulnerabili e garantire una distribuzione equa dei benefici derivanti dalle risorse marine.
I dati e le analisi prodotte dalla FAO, che coprono la produzione, il commercio, l’occupazione, la capacità delle flotte di pesca e i modelli di consumo, saranno strumenti indispensabili per monitorare i progressi e apportare le necessarie correzioni di rotta.
Al di là degli aspetti puramente quantitativi, il Trattato BBNJ rappresenta un cambio di paradigma, un riconoscimento della necessità di un approccio più responsabile e lungimirante nei confronti degli oceani, patrimonio comune dell’umanità e linfa vitale del pianeta.
La sua riuscita dipenderà dalla volontà politica dei firmatari, dall’impegno scientifico e dalla partecipazione attiva delle comunità locali, custodi di un sapere tradizionale inestimabile.

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