L’introduzione sistematica dell’agricoltura nei curricula scolastici, a partire dalla scuola primaria, rappresenta un’iniziativa strategica che Assoenologi sta proponendo formalmente ai Ministeri dell’Istruzione e dell’Agricoltura, come annunciato dal Presidente Nazionale Riccardo Cotarella.
La proposta nasce da una crescente consapevolezza di un vuoto formativo che affligge le giovani generazioni.
Il distacco dalla terra, dalla comprensione dei processi agricoli e dalla consapevolezza del valore intrinseco del paesaggio e delle sue produzioni, sta generando una profonda frattura culturale.
I bambini e i ragazzi di oggi, spesso, non hanno familiarità con i cicli naturali, le varietà di colture, la storia del lavoro agricolo e il suo impatto sociale ed economico.
Questa mancanza di conoscenza, secondo Cotarella, implica una perdita di connessione con le radici culturali del nostro Paese e un’incapacità di apprezzare la complessità e la sostenibilità dei sistemi agroalimentari.
Questa iniziativa formativa si inserisce in un piano più ampio di riaffermazione della cultura vitivinicola e agricola, in risposta a una situazione di mercato complessa.
L’andamento dei consumi, segnato da una tendenza al ribasso, impone un intervento mirato e strutturale.
Non si tratta semplicemente di promuovere prodotti, ma di educare al consumo consapevole, fornendo gli strumenti per comprendere il valore intrinseco del lavoro agricolo e la sua importanza per la salute e il benessere.
Per questo, Assoenologi ha in programma un evento a Firenze rivolto ai giovani adulti, con il coinvolgimento di esperti scientifici, professionisti del marketing e un confronto diretto con le istituzioni competenti.
L’obiettivo è quello di creare un ponte tra la scienza, l’economia e la cultura, per promuovere un approccio innovativo e sostenibile al settore agroalimentare.
Riflettendo sul bilancio dell’anno in corso, Cotarella sottolinea come, nonostante le sfide, il settore abbia dimostrato una notevole resilienza.
La qualità delle produzioni è stata generalmente alta, con quantità equilibrate, anche in aree particolarmente colpite dagli eventi climatici.
Questa resilienza testimonia la capacità degli agricoltori di adattarsi e innovare, ma evidenzia anche la necessità di investire in ricerca e sviluppo, per affrontare le sfide future, come il cambiamento climatico e la crescente domanda di prodotti sostenibili.
Infine, Cotarella affronta un tema dibattuto: quello dei cosiddetti “vini naturali”.
Con fermezza, nega la loro esistenza, ribadendo che il vino è il risultato di un processo complesso che combina la forza della natura con l’abilità dell’uomo.
Ogni intervento, dalla cura della vigna alla vinificazione, contribuisce a definire il carattere e la qualità del prodotto finale.
Qualsiasi altra definizione, a suo dire, risulta priva di fondamento scientifico e non rende giustizia alla maestria e alla passione degli uomini e delle donne che operano nel settore vitivinicolo.
L’educazione e la conoscenza profonda, dunque, rappresentano la chiave per preservare e valorizzare un patrimonio culturale e gastronomico di inestimabile valore.



