La recente mobilitazione a Bruxelles ha configurato un evento di risonanza europea, un’espressione collettiva che ha visto convergere le voci e le istanze di ogni comparto agricolo del continente.
Lungi dall’essere una semplice protesta, si è trattato di una solenne richiesta di ripensamento delle politiche comunitarie, un appello alla Commissione Europea per un approccio agricolo, commerciale, fiscale e di bilancio che riconosca il valore intrinseco del lavoro agricolo e promuova una concorrenza equa e sostenibile.
Gennarino Masiello, vicepresidente di Coldiretti e guida dell’Unione europea dei produttori di tabacco (Unitab Europa), descrive l’evento come un’occasione cruciale per far sentire il peso delle preoccupazioni di un settore spesso marginalizzato.
Il settore del tabacco greggio, in particolare, ha partecipato con vigore, consapevole della sua posizione vulnerabile di fronte a politiche che ne penalizzano sistematicamente la competitività.
Masiello sottolinea come la discriminazione all’interno della Politica Agricola Comune (PAC) si intrecci con una problematica revisione della Direttiva sulle accise, che impone oneri fiscali eccessivi e distorce il mercato a favore di importazioni provenienti da paesi terzi, spesso caratterizzati da standard sociali e ambientali inferiori.
L’estensione di trattamenti fiscali e burocratici gravosi al tabacco greggio rischia di compromettere la sostenibilità economica delle aziende agricole e di favorire un mercato nero alimentato da prodotti illegali.
È imperativo, secondo Masiello, ribadire con forza un concetto fondamentale: il tabacco greggio è un prodotto agricolo a pieno titolo.
Rappresenta una fonte di occupazione, alimenta filiere legali e trasparenti, e ha dimostrato un impegno concreto verso l’innovazione, la sostenibilità ambientale e la responsabilità sociale.
La negazione di questo valore, attraverso politiche squilibrate e miopi, rischia di generare conseguenze controproducenti, favorendo l’importazione di tabacco di qualità inferiore, alimentando l’economia sommersa e scoraggiando gli investimenti.
Un aspetto cruciale, spesso trascurato, è la dimensione generazionale.
Molti giovani agricoltori hanno scelto di investire nel tabacco greggio, attratti dalla possibilità di inserirsi in filiere organizzate e orientate al futuro.
La precarietà economica e la mancanza di chiarezza normativa minacciano la continuità di queste aziende e il ricambio generazionale nelle campagne.
Il futuro dell’agricoltura europea passa anche dalla capacità di garantire un ambiente favorevole a questi giovani imprenditori.
La richiesta che emerge dalla mobilitazione è chiara: regole giuste, non ideologiche, e una valutazione oggettiva degli impatti delle scelte politiche sull’occupazione, sulla competitività e sulla coesione sociale delle aree rurali.
La manifestazione rappresenta un campanello d’allarme, un monito per le istituzioni europee: senza un’agricoltura forte e sostenibile, non può esserci un futuro per l’Europa, né un presidio territoriale efficace, né una reale coesione sociale.
La sopravvivenza delle comunità rurali e la sicurezza alimentare del continente dipendono dalla capacità di ascoltare e rispondere alle esigenze di chi lavora la terra.



