L’accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur solleva interrogativi urgenti per il futuro della filiera bieticola italiana, un ecosistema economico e agricolo di primaria importanza per il Paese.
La potenziale ratifica dell’intesa, lungi dall’essere una mera questione di scambio commerciale, rischia di innescare una serie di conseguenze complesse e potenzialmente destabilizzanti per un settore che incarna valori di qualità, sicurezza alimentare e indipendenza strategica.
Coprob Italia Zuccheri ha espresso profonda preoccupazione, evidenziando come la liberalizzazione delle importazioni di zucchero proveniente dai paesi del Mercosur possa erodere la competitività della produzione interna.
Non si tratta solo di una questione di profitti aziendali; la filiera bieticola italiana rappresenta un tessuto connettivo tra agricoltori, trasformatori, ricercatori e lavoratori, un sistema che genera occupazione e sostiene intere comunità rurali.
La sua erosione avrebbe ripercussioni sociali ed economiche di vasta portata, aggravando le fragilità già esistenti in molte aree del Paese.
L’elemento di vera criticità risiede nelle divergenze normative in materia di pratiche agricole e utilizzo di sostanze attive.
L’impiego di pesticidi e fertilizzanti non autorizzati nell’Unione Europea nella coltivazione della canna da zucchero in Brasile solleva seri dubbi sulla sicurezza alimentare dei consumatori europei.
L’introduzione di zuccheri contenenti residui di queste sostanze, potenzialmente dannose per la salute, mina la fiducia dei cittadini e mette a rischio la reputazione del sistema alimentare europeo.
Il principio di reciprocità, pilastro fondamentale di qualsiasi accordo commerciale equo e sostenibile, appare qui compromesso.
L’apertura indiscriminata del mercato europeo al costo della salvaguardia della produzione interna e della tutela della salute pubblica è una scelta che non può essere accettata.
Luigi Maccaferri, presidente di Coprob Italia Zuccheri, ha sottolineato con forza la necessità di considerare la filiera bieticola italiana non come un semplice comparto economico, ma come un asset strategico nazionale.
La sua capacità di produrre zucchero 100% italiano, con garanzia di tracciabilità e controllo qualità, rappresenta un elemento distintivo e un valore aggiunto per il Paese.
L’obbligo di etichettatura di origine, inoltre, è uno strumento imprescindibile per informare i consumatori e consentire loro di fare scelte consapevoli.
La discussione sull’accordo Mercosur deve andare oltre i meri calcoli economici.
È necessario valutare l’impatto sull’indipendenza alimentare dell’Europa, sulla sostenibilità delle pratiche agricole, sulla salute dei cittadini e sulla salvaguardia di un patrimonio agroindustriale unico.
Un accordo che comprometta questi valori non può essere considerato un progresso, ma una potenziale catastrofe per il futuro del settore agroalimentare italiano e europeo.
È imperativo che l’Unione Europea riconsideri i termini dell’accordo, inserendo clausole di salvaguardia che tutelino la filiera bieticola italiana e garantiscano la sicurezza alimentare dei consumatori.



