Il settore vitivinicolo italiano si appresta a vivere una fase di profonda trasformazione, segnata dall’approvazione del “Pacchetto Vino” da parte del Comitato Speciale Agricoltura, un accordo cruciale a livello europeo.
L’annuncio, rilanciato dal Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, non solo sigla un passo avanti nella promozione del vino Made in Italy sui mercati internazionali, ma sottolinea, con un gesto simbolico, la creazione di un tavolo di confronto unificato che riunisce tutte le componenti del settore, un’unità strategica per affrontare le sfide future.
Questo accordo non si limita a un mero adeguamento normativo; incarna una visione lungimirante per la filiera, attenta a rispondere alle esigenze di un mercato in continua evoluzione.
Un elemento chiave è l’ampliamento della durata delle misure promozionali nei Paesi Terzi, estendibile fino a nove anni, un sostegno concreto per la valorizzazione delle eccellenze italiane.
Parallelamente, si registra un incremento dei finanziamenti europei destinati agli investimenti, alla ristrutturazione e alla riconversione dei vigneti, con un focus particolare sulla sostenibilità ambientale, un imperativo per un settore sempre più consapevole del suo impatto sul territorio.
L’importanza dei Consorzi di Tutela viene riconosciuta e rafforzata, confermando il loro ruolo centrale nella gestione e nella valorizzazione della filiera, garantendo al contempo la tutela delle denominazioni e la difesa della qualità.
In risposta alle richieste di maggiore trasparenza e chiarezza, vengono introdotte semplificazioni nell’etichettatura, con la possibilità di utilizzare simboli o pittogrammi facilmente comprensibili per decodificare le informazioni contenute nei QR code, facilitando così l’accesso al consumatore.
Un’attenzione particolare è rivolta alla prevenzione delle malattie delle piante da coltura, con un contributo europeo potenzialmente coprente il 100% delle spese, un investimento cruciale per la salvaguardia delle produzioni.
L’introduzione di specifiche diciture – “zero alcohol” per i prodotti fino allo 0,5% di titolo alcolometrico e “alcohol reduced” per quelli fino al 30% – risponde a una crescente domanda di prodotti a basso contenuto alcolico.
Infine, il Pacchetto Vino prevede l’attivazione di misure di gestione della crisi, come la distillazione, la vendemmia verde e l’estirpo, finanziabili con risorse nazionali, strumenti fondamentali per affrontare situazioni di squilibrio del mercato e prevenire perdite economiche per gli operatori del settore.
L’iter legislativo prosegue ora con il voto del Parlamento europeo e del Consiglio, previsto per febbraio 2026, segnando un momento decisivo per il futuro del vino italiano.



