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sabato 21 Febbraio 2026

Mercato ittico in transizione: prezzi su, offerta limitata.

Il mercato ittico italiano si presenta in una fase di transizione, segnata da una complessa interazione di fattori meteorologici, dinamiche di domanda e offerta, e conseguenti ripercussioni sui prezzi.

Un’analisi dettagliata, condotta da Bmti (Borsa Merci Telematica Italiana) sulla base dei dati raccolti dalla Rete Italmercati, delinea un quadro di mercato caratterizzato da una relativa contrazione dell’offerta di pesce, in netto contrasto con una disponibilità, seppur costosa, di crostacei.
Le recenti avverse condizioni meteorologiche hanno imposto una significativa riduzione delle attività di pesca d’altura, costringendo i pescherecci a rimanere al porto.
Questa situazione ha drasticamente limitato l’afflusso di pesce proveniente dalle zone più lontane dalla costa, spingendo i banchi del mercato a privilegiare prodotti di allevamento o a offrire quantità limitate di pesce proveniente da pesca costiera, dove prevalgono i crostacei.

Questa tendenza è ulteriormente aggravata dal fisiologico calo della domanda che segue le festività natalizie, un periodo in cui la necessità di evitare sprechi di prodotto fresco si fa particolarmente sentita.
Nonostante questa flessione della domanda, la scarsità di offerta sta sostenendo i prezzi di alcune specie.

Ad esempio, i moscardini di piccola taglia vengono commercializzati all’ingrosso a un costo superiore del 66% rispetto all’anno precedente, salendo a 20 euro al chilogrammo.
Anche gli scampi, in particolare quelli di dimensioni maggiori provenienti dal Tirreno, rimangono particolarmente richiesti dalla ristorazione, con un prezzo che, pur in calo rispetto ai picchi natalizi, si attesta comunque al 30% superiore ai livelli del 2024.

Tale dinamica riflette una persistente pressione sulla disponibilità, con ristoratori disposti a pagare un premio per garantire la fornitura di prodotti specifici.
In contrasto con questa tendenza, alcune specie beneficiano di una maggiore disponibilità.
Le mazzancolle, ad esempio, registrano un calo dei prezzi, sebbene rimangano comunque ad un livello considerato elevato.
Il merluzzo, grazie a una buona offerta, ha anch’esso visto un calo dei prezzi, stabilizzandosi a un costo più accessibile.
Tuttavia, l’incremento del costo delle vongole lupino sottolinea come l’impossibilità di effettuare catture adeguate possa rapidamente impattare sui prezzi, penalizzando i consumatori.
L’attuale scenario indica una fase di transizione per il settore ittico, in cui l’interazione tra fattori ambientali, dinamiche di mercato e scelte commerciali determinerà l’evoluzione dei prezzi e la disponibilità di prodotto.
La ripresa delle attività di pesca d’altura e un aumento della domanda saranno cruciali per ripristinare un equilibrio più stabile e accessibile per tutti gli attori coinvolti.

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