L’avvicinarsi della Befana, festività intrinsecamente legata al dono di dolciumi, si tinge di una nuova, inattesa amarezza per le famiglie italiane: un incremento generalizzato dei prezzi dei prodotti al cioccolato che rischia di trasformare un rito popolare in un lusso inaccessibile.
L’allarme, lanciato dal Codacons, non è un mero dato statistico, ma la sintesi di una complessa dinamica di mercato che coinvolge fattori geopolitici, climatici e speculativi.
Il fulcro della questione risiede nell’impennata senza precedenti del prezzo del cacao, una commodity fondamentale per l’industria dolciaria.
Questo aumento, ben più consistente rispetto agli anni precedenti, non è riconducibile a un’unica causa, ma è il risultato di una combinazione di fattori che gravano sulla filiera produttiva.
La produzione di cacao è concentrata in un numero limitato di paesi, principalmente in Africa occidentale, dove condizioni climatiche sempre più estreme, come siccità prolungate e malattie delle piante di cacao (in particolare il *Monilia*, un fungo devastante), stanno compromettendo i raccolti.
La situazione è ulteriormente aggravata da conflitti armati e instabilità politica in alcune aree produttive, che rendono difficile e costoso il trasporto delle merci.
Ma il problema non si limita ai fattori produttivi.
La crescente domanda globale di cacao, alimentata dall’espansione dei mercati emergenti e dalla produzione di prodotti innovativi a base di cioccolato, ha creato una pressione significativa sui prezzi.
La speculazione finanziaria, inoltre, contribuisce ad amplificare le fluttuazioni del mercato, creando un circolo vizioso che penalizza i consumatori.
L’aumento del costo del cacao si ripercuote inevitabilmente sull’intera filiera, influenzando i prezzi di tutti i prodotti a base di cioccolato, dalle semplici tavolette alle elaborate praline, passando per i panettoni artigianali.
Il rincaro medio del 9,1% registrato rispetto allo scorso anno rappresenta solo la punta dell’iceberg, poiché i produttori cercano di assorbire parte dell’aumento per non perdere competitività, ma i margini sono sempre più stretti.
Il rischio concreto è che i prodotti al cioccolato, un tempo accessibili a tutte le fasce di popolazione, diventino sempre più un bene di lusso, riservato a chi può permetterselo.
Questo fenomeno non solo impoverisce le tradizioni e le abitudini di consumo delle famiglie italiane, ma solleva anche interrogativi sulla sostenibilità del modello alimentare attuale e sulla necessità di ripensare le politiche agricole e commerciali per garantire un accesso equo a beni essenziali.
La Befana di quest’anno, dunque, ci invita a riflettere non solo sulla dolcezza del cioccolato, ma anche sulle complesse dinamiche che ne determinano il costo e sulla necessità di trovare soluzioni concrete per proteggere il potere d’acquisto dei consumatori e preservare un patrimonio culturale e gastronomico unico.



