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sabato 21 Febbraio 2026

Castanicoltura: Rilancio Urgente per l’Identità Montana Italiana

La castanicoltura, un pilastro dell’identità montana italiana, richiede una profonda revisione delle politiche forestali, un’urgenza espressa con chiarezza dagli Stati Generali della Castanicoltura tenutisi a Firenze nell’ambito di Castanea Expo 2025.
Slow Food Italia, insieme alla Rete Slow Food dei Castanicoltori, ha delineato un percorso ambizioso per il rilancio di questo ecosistema complesso, ben oltre la semplice coltivazione di un albero da frutto.

Il castagno, infatti, incarna una filosofia di vita radicata nella resilienza e nella simbiosi tra comunità umane e ambiente naturale.

È un baluardo contro l’abbandono delle aree montane, un elemento cruciale per la transizione ecologica e un motore di sviluppo locale che non possiamo permetterci di perdere.

La sua scomparsa, come ha evidenziato Federico Varazi, vicepresidente di Slow Food Italia, rappresenterebbe una ferita profonda alla nostra eredità culturale e una grave occasione persa per la rivitalizzazione delle montagne.
La proposta centrale è l’elaborazione di un Piano Strategico Nazionale per la castanicoltura, un documento di indirizzo che non si limiti a proteggere il patrimonio esistente, ma che promuova attivamente la rigenerazione dei sistemi tradizionali, valorizzando la diversità genetica e le pratiche agricole sostenibili.

Questo piano dovrebbe integrare politiche di incentivazione per i giovani castanicoltori, garantendo la continuità della tradizione e promuovendo l’innovazione nel settore.
Le sei proposte presentate al Masaf (Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali) includono un ambizioso censimento del castagneto italiano.

Un’operazione di mappatura completa e dettagliata, che va ben oltre la mera quantificazione degli ettari coltivati.
Si tratta di raccogliere dati precisi sulla composizione dei castagneti, sulla loro età, sulle varietà coltivate, sulle condizioni di salute degli alberi e sulle pratiche agricole utilizzate.
Questo censimento non è solo uno strumento di conoscenza, ma anche un potente strumento di advocacy, in grado di fornire dati solidi per sostenere le istanze della castanicoltura sui tavoli delle decisioni europee, reclamando un riconoscimento più ampio e specifico.

Inoltre, è fondamentale il riconoscimento formale e la quantificazione economica dei servizi ecosistemici forniti dalla castanicoltura tradizionale.

Questi servizi includono la protezione del suolo dall’erosione, la regolazione del ciclo dell’acqua, la conservazione della biodiversità, la produzione di legname e la mitigazione dei cambiamenti climatici.

Valorizzare questi servizi significa riconoscere il valore intrinseco della castanicoltura e incentivare le pratiche agricole sostenibili che li promuovono.
La castanicoltura non è solo un’attività economica, ma un elemento imprescindibile del paesaggio, della cultura e dell’identità montana.
Richiede un approccio olistico, che integri politiche agricole, forestali, ambientali e sociali, e che coinvolga attivamente le comunità locali.

Il futuro della montagna italiana passa anche attraverso la rinascita consapevole e sostenibile della castanicoltura.

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