Il settore degli spumanti italiani si appresta a celebrare un traguardo senza precedenti: si prevede che nel 2025 verranno prodotte e commercializzate oltre un miliardo di bottiglie (1,03 miliardi), un dato che testimonia la straordinaria vitalità e l’evoluzione di un comparto vitivinicolo cruciale per l’economia nazionale.
L’analisi congiunta dell’Osservatorio del Vino Uiv e dell’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (Ismea) delinea un quadro di crescita robusta, sostenuta sia dal mercato interno che dall’esportazione, e con dinamiche interessanti che delineano un futuro di sviluppo.
Il volume previsto riflette un incremento rispetto al record dell’anno precedente, segnando un’ascesa dell’1,8%, e si inserisce in un contesto di crescita esponenziale che ha visto triplicarsi la produzione negli ultimi quindici anni.
Questo successo è alimentato in modo significativo dalle festività di fine anno, con un’aspettativa di oltre 360 milioni di bottiglie destinate a celebrazioni natalizie e, soprattutto, di Capodanno.
Un dato significativo è il ritorno in auge del consumo domestico.
In un periodo storico caratterizzato da incertezze economiche e cambiamenti nelle abitudini dei consumatori, la domanda interna di spumanti italiani cresce del 5% rispetto al 2024, contribuendo in maniera cruciale a compensare le fluttuazioni dei mercati esteri.
Questo contrasto con l’andamento dell’anno precedente, dove l’export aveva trainato la crescita, suggerisce una maggiore propensione al consumo di prodotti di qualità e un rinnovato apprezzamento per le eccellenze del territorio.
Parallelamente, si osserva un calo delle importazioni di spumanti stranieri, con una previsione di contrazione dell’8%, un segnale che indica una preferenza sempre più marcata verso le bollicine italiane.
Nonostante la forte vocazione all’export, con sette spumanti su dieci destinati ai mercati esteri, questi ultimi mostrano una sostanziale stabilità rispetto al 2024, a conferma della solidità del brand “Made in Italy” e della sua capacità di resistere a contesti globali complessi.
All’interno del panorama spumantistico italiano, spicca la denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco, che registra una crescita a doppia cifra (+10%).
Anche le denominazioni Metodo Classico, come Franciacorta e Trentodoc, insieme a produzioni di nicchia come l’Oltrepò Pavese e l’Alta Langa, mostrano performance positive, a testimonianza della diversificazione e della qualità dell’offerta spumantistica italiana.
L’importanza del mercato statunitense è particolarmente rilevante.
Gli Stati Uniti, prima piazza mondiale per domanda di vino, vedono gli spumanti italiani superare anche i vini bianchi e rossi, conquistando una quota di mercato pari al 37%.
Questo dato riflette un cambiamento significativo nelle preferenze dei consumatori americani e sottolinea il crescente apprezzamento per le bollicine italiane.
L’abilità di adattare l’offerta alle specifiche esigenze e gusti dei mercati esteri, combinata con un’attenzione costante alla qualità e all’innovazione, continuerà a essere determinante per il successo del settore spumantistico italiano nel futuro.



