Il 2026 si prefigura come un anno di auspicio, primariamente con la speranza di un’effettiva, duratura pace globale.
Per l’Associazione Nazionale Città del Vino, l’anno che si apre è delineato da un piano strategico articolato su tre assi fondamentali: espansione con l’ideazione di nuovi progetti, consolidamento delle iniziative esistenti e, soprattutto, valorizzazione olistica delle risorse immateriali e tangibili dei 508 comuni associati, un network amplificato dal supporto di 29 enti, tra Province, Pro Loco e Consorzi di tutela, a cui si aggiungono 6 città estere, testimonianza di una proiezione internazionale in costante crescita.
Il Presidente Angelo Radica sottolinea l’urgente necessità di un riconoscimento istituzionale stabile e definito del ruolo dell’Associazione come interlocutore chiave nei confronti delle istituzioni, un’autorevolezza ulteriormente confermata dalla prestigiosa nomina di Città del Vino ad ambasciatore della cucina italiana, un incarico delegato dal Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che ne consacra il contributo essenziale alla promozione del patrimonio agroalimentare nazionale.
Riflettendo sul 2025, il bilancio delle attività rivela un quadro vivace e dinamico.
Il 23esimo concorso enologico internazionale di Siena ha riscosso un successo travolgente, un risultato che l’associazione si impegna a replicare nell’edizione del 2026, ospitata a Pramaggiore.
In un’ottica di innovazione e scambio di buone pratiche, l’associazione ha compiuto una scelta coraggiosa: nominare due città del vino, Vulture in Basilicata e Conegliano Valdobbiadene in Veneto, come “Città del Vino” per il biennio 2026-2027.
Questa iniziativa ambiziosa mira a favorire un confronto costruttivo e una contaminazione positiva tra due territori distinti, entrambi riconosciuti come eccellenze in termini di innovazione vitivinicola e promozione di un turismo enogastronomico sostenibile.
Il 2026 sarà inoltre caratterizzato dal rilancio di progetti strategici precedentemente avviati, come l’osservatorio dell’enoturismo, volto a monitorare e analizzare le tendenze del settore, e l’affermazione nazionale della vendemmia turistica come evento di promozione del territorio.
Si prevede inoltre una crescita e un’espansione di iniziative quali il Palio delle Botti, che celebra le tradizioni rurali, e la definizione di modelli di Piano di Gestione Rifiuti (PRG) specifici per le Città del Vino.
Il Presidente Radica conclude con un messaggio di fiducia, evidenziando come il lavoro proficuo svolto nel 2025 abbia portato a risultati tangibili.
Tra queste iniziative si segnala la pubblicazione di un manifesto dedicato alle aree idonee per lo sviluppo di energie rinnovabili, un impegno concreto per la sostenibilità ambientale, la partecipazione a fiere di settore di primaria importanza, come Vinitaly, e il ruolo sempre più centrale all’interno della rete europea Recevin, la cui guida l’associazione assumerà a breve, consolidando ulteriormente la sua influenza e il suo contributo alla promozione del vino italiano nel panorama europeo.



