Il settore della mela italiana si presenta come un pilastro dell’ortofrutta nazionale, un vero e proprio motore trainante dell’economia agroalimentare con performance che trascendono i confini nazionali.
La recente campagna 2024/25 ha consacrato l’Italia al vertice degli esportatori mondiali, con un saldo commerciale eccezionale stimato in quasi 1,2 miliardi di euro, un incremento del 19% rispetto all’anno precedente.
Questo risultato significativo – che incide per il 16% sulle esportazioni globali di mele – è frutto dell’invio di oltre un milione di tonnellate di prodotto, con una crescita dei volumi del 24%, sottolineando un dinamismo senza precedenti.
Il successo di questa campagna è ancor più rilevante se contestualizzato nel complesso scenario geopolitico, segnato da tensioni che hanno impattato le rotte commerciali.
La ripresa, seppur graduale, del Canale di Suez rappresenta un segnale incoraggiante per la prosecuzione della stagione, mitigando potenziali rallentamenti nelle spedizioni.
La Germania si conferma il mercato di riferimento, assorbendo circa il 30% delle esportazioni in termini di valore, con una crescita esponenziale sia dei volumi (+26%) che dei ricavi (+23%).
Spagna e Arabia Saudita completano il podio dei principali partner commerciali, testimoniando la capacità dell’agroalimentare italiano di adattarsi e prosperare in mercati diversi.
L’analisi delle superfici coltivabili, fornita dall’Istat, rivela una stabilizzazione intorno ai 54.000 ettari, con una concentrazione geografica netta.
Le Province Autonome di Bolzano e Trento detengono la leadership indiscussa, rappresentando quasi la metà della produzione nazionale.
Seguono Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna, che contribuiscono con un ulteriore 30% del potenziale produttivo, mentre la Campania si distingue per la prestigiosa produzione della varietà Annurca, un simbolo della tradizione orticola campana.
Le proiezioni per il 2025, elaborate da Assomela, indicano una produzione nazionale di 2.317.545 tonnellate, superiore del 5% rispetto alla media degli ultimi due anni.
Questa crescita testimonia l’efficacia delle strategie di gestione aziendale e degli investimenti in innovazione agronomica.
Dal punto di vista varietale, la Golden Delicious mantiene la sua posizione dominante, ma l’evoluzione dei consumi e le nuove tendenze del mercato stanno favorendo la diffusione di varietà più moderne come Gala, Granny Smith, Fuji e Red Delicious, che complessivamente rappresentano una quota significativa dell’offerta.
Inoltre, l’introduzione e la crescita di nuove cultivar, per un totale di oltre 300.000 tonnellate, riflettono la volontà di diversificare l’offerta e di soddisfare le richieste di un consumatore sempre più attento alla qualità, alla varietà e alla sostenibilità.
La sfida futura per il settore sarà quella di conciliare la tradizione con l’innovazione, preservando la qualità del prodotto e valorizzando il legame con il territorio, per continuare a confermare il primato dell’Italia nel panorama internazionale della mela.



