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sabato 21 Febbraio 2026

Pesca, nuove regole UE: tracciabilità e digitalizzazione cambiano il settore

L’evoluzione del quadro normativo europeo in materia di controlli alla pesca segna un punto di svolta per il settore ittico italiano, con l’entrata in vigore, dal 10 gennaio, di disposizioni volte a rafforzare la tracciabilità e la trasparenza delle attività di pesca.

L’implementazione del Regolamento europeo, come evidenziato da Confcooperative Fedagripesca, estende l’obbligo di monitoraggio elettronico a circa 3.000 imbarcazioni italiane precedentemente esentate, configurando un cambiamento significativo nell’organizzazione del lavoro e negli investimenti necessari per gli operatori.
Il provvedimento, in linea con un approccio sempre più orientato alla digitalizzazione e alla sostenibilità ambientale, introduce un sistema di monitoraggio a distanza per tutte le imbarcazioni che superano i 12 metri di lunghezza.
Questa misura estende il campo di applicazione anche alle imbarcazioni comprese tra i 12 e i 15 metri, un segmento precedentemente escluso, determinando un’ampliamento dell’area di intervento e un aumento del numero di soggetti coinvolti.
L’obbligo di installazione della strumentazione necessaria a bordo comporta, per gli operatori, oneri finanziari diretti legati all’acquisto dell’attrezzatura e ai costi operativi di funzionamento, sollecitando una riflessione sull’impatto economico complessivo del provvedimento.
Parallelamente, l’introduzione del giornale di bordo elettronico per le imbarcazioni superiori ai 12 metri rappresenta un passo fondamentale verso la completa digitalizzazione del settore.
Questa innovazione, oltre a semplificare la gestione delle informazioni relative alle attività di pesca, mira a, come la “Big data” e “machine learning” per, come l’apprendimento automatico del “machine learning” e “l’analisi di “data-driven”, quali l’apprendimento automatico e l’analisi dei dati, e favorire la trasparenza e la controllabilità delle operazioni.
Un ulteriore aspetto significativo introdotto dal Regolamento europeo riguarda le comunicazioni preventive alla Guardia Costiera relative al rientro in porto delle imbarcazioni impegnate in attività di pesca a battuta.
I tempi di preavviso, variabili tra 30 minuti e 1 ora in funzione delle tipologie di pesca praticate, mirano a ottimizzare la gestione dei flussi portuali e a garantire una maggiore efficienza nei controlli.
Le nuove disposizioni, pur rispondendo a esigenze di trasparenza e sostenibilità, generano preoccupazioni tra gli operatori del settore, come sottolineato da Paolo Tiozzo, vicepresidente di Confcooperative Fedagripesca.

La complessità e l’onerosità degli adempimenti rischiano di compromettere la competitività delle piccole e medie imprese ittiche, spesso caratterizzate da risorse limitate.
Per mitigare questi effetti negativi, Fedagripesca ha avviato un ciclo di corsi di formazione dedicati agli operatori, con l’obiettivo di facilitare l’adattamento alle nuove procedure e di promuovere la condivisione di buone pratiche.
Resta invariato, per quanto riguarda le specie a elevato rischio di sovrasfruttamento, l’obbligo di preavviso di 4 ore per la pesca del pesce spada e del tonno rosso, a testimonianza dell’attenzione dedicata alla tutela di queste risorse marine vulnerabili.
L’implementazione di queste nuove regole rappresenta una sfida complessa che richiede un dialogo costruttivo tra le istituzioni, gli operatori del settore e le associazioni di categoria per garantire un equilibrio tra le esigenze di controllo, le implicazioni economiche e la sostenibilità del settore ittico italiano.

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