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sabato 21 Febbraio 2026

Befana: 240 milioni di dolci, un ritorno all’autentico.

La ricorrenza dell’Epifania, con la sua figura iconica della Befana, si conferma un motore economico significativo per l’industria dolciaria italiana, generando un giro d’affari stimato in 240 milioni di euro nel solo anno precedente.

Questo dato, fornito da un leader di mercato come Ferrero, riflette una tendenza più ampia: il “lungo Natale”, che si estende dall’Avvento al giorno dell’Epifania, rappresenta un momento cruciale per il consumo di prodotti al cioccolato, che incide per circa un terzo del totale annuo.

Tuttavia, la rilevanza di questa festività trascende i semplici numeri.
La calza della Befana, un tempo relegata al mondo dell’infanzia, si è evoluta, assumendo una dimensione trasversale che la rende apprezzata anche da un numero crescente di adulti.
Questo cambiamento nel panorama del consumo non è casuale, ma è sintomo di un bisogno più profondo: la ricerca di esperienze autentiche e tangibili in un mondo sempre più dominato dalla digitalizzazione.

L’acquisto della calza dell’Epifania si configura quindi come un gesto che va oltre la semplice donazione di dolciumi.

È un atto di cura, un modo per auto-gratificarsi, o per condividere un momento di gioia e convivialità.
L’analisi del mercato evidenzia che, sempre più spesso, queste calze vengono regalate ad adulti, sottolineando il desiderio di ritrovare un senso di magia e di riappropriarsi di tradizioni che preservano un legame con il passato.
In un’epoca caratterizzata da una frenesia ritmica e dall’onnipresenza dello schermo, queste consuetudini “analogiche” come il calendario dell’Avvento e la calza della Befana, assumono un valore inestimabile.
Permettono di rallentare il ritmo, di valorizzare il tempo dedicato all’esperienza, di riconnettersi con il proprio “bambino interiore”, recuperando una dimensione ludica e di meraviglia che spesso sfugge nella vita quotidiana.
La preparazione, l’attesa, i piccoli gesti rituali che accompagnano queste festività, contribuiscono a creare un’atmosfera di magia e di significato, prolungando il piacere del “lungo Natale” e rendendo più dolce il ritorno alla routine.

Come sottolinea Guendalina Graffigna, esperta di Psicologia dei Consumi, queste tradizioni non sono semplici retaggi del passato, ma si rivelano strumenti potenti per mitigare gli effetti negativi della società iperconnessa, offrendo un’ancora di stabilità emotiva e un’opportunità per riscoprire il valore del tempo condiviso e dei gesti sinceri.

In un’era di transizione culturale, la Befana e la sua calza diventano simboli di un desiderio di autenticità, di lentezza e di riconnessione con le radici.

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